mercoledì 19 ottobre 2016

Insonnia e alimentazione / quali cibi scegliere per una buona igiene del sonno/ alimentazione-benessere

Non riesco a dormire! Ho mangiato troppo? Avrò preso troppo caffé?  Queste le domande che si pongono coloro che alla sera, giunto il tempo di mettersi a letto, si rigirano su se stessi, non riuscendo ad addormentarsi.
Vediamo insieme quali alimenti prediligere e quali misure prendere quando non si riesce a prender sonno.
L'avena e le farine integrali sono ottimi alleati del sonno, facilitano il  rilascio di serotonina e agiscono sull'umore e sulla capacità di rilassamento dei muscoli, inducendo il soggetto al sonno.
Le banane, ricche di sali minerali quali magnesio e potassio e contenenti la vitamina B6 che ha la capacità di convertire il triptofano in serotonia.
Le ciliegie, anch'esse ricche di serotonia, al pari delle banane sono facilitatori del sonno.
Le mandorle contengono magnesio e triptofano, sostanze che fanno distendere i muscoli e i nervi, per un sonno ristoratore.
Le noci buona fonte di serotonina e fonte naturale di melatonina.
Alcune persone, tuttavia, temono che i farinacei e il riso la sera possano indurre un aumento del peso, anche se questo è un falso mito possono optare per altri cibi.
Quali alimenti scegliere?
Gli alimenti ricchi di triptofano abbiamo visto che sono ottimi alleati per raggiungere le braccia di morfeo. In particolare tra le carni abbiamo la presenza di pollo, tacchino, bresaola e tonno.
I legumi e lo yogurt sono anch'essi facilitatori del sonno. Il buon vecchio bicchiere di latte è anch'esso un ottimo rimedio per la sera, salvo intolleranze alimentari. Alla prossima e buon appetito.
Rosaria Uglietti

Benessere autunnale, un aiuto dalla natura / alimentazione-benessere/

L'autunno è arrivato e con se porta i primi freddi e i primi cambiamenti climatici. Vediamo insieme cosa fare per affrontarlo e arrivare all'inverno pronti a superare le influenze tipiche del periodo. I cambi di stagione sono caratterizzati da sensazione di stanchezza, per tale motivo è importante seguire un'alimentazione che ci possa aiutare ad evitare tale sensazione.
Quali alimenti scegliere?
Frutta, verdura e ortaggi indispensabili
Tra gli alimenti che non possono mancare sulla nostra tavola ci sono:
 le mele e i melograni  ricchi di sali minerali, in particolar modo
 il melograno è indicato per chi ha problemi cardiovascolari e le mele per chi soffre di stanchezza cronica.
Gli agrumi ricchi di vitamina C importanti per le difese immunitarie, possono essere un ottimo alleato per arrivare all'inverno con un pieno di energia che ci permetterà di evitare i malanni di stagione.
I legumi svolgono un ruolo fondamentale per l'apporto di proteine, in particolar modo lenticchie e fagioli ricchi di proteine che aiutano il fabbisogno giornaliero dell'organismo e per chi soffre di carenza di ferro.
Un altro alimento presente sulle nostre tavole in autunno è il fungo, tanto da vedere in più parti della regione Campania sagre ad esso dedicate, tuttavia, il fungo, pur essendo ricco di fibre è un facilitatore delle intolleranze alimentari, per cui la sua assunzione in soggetti predisposti e in donne incinte è sconsigliata.
Ci sono, in fine, gli spinaci e il radicchio, che pur essendo dal sapore amaro e quindi preferiti da pochi, ricchi di vitamine, magnesio e zinco. Il radicchio in particolare ha proprietà diuretiche, per cui è un ottimo alleato per chi soffre di ritenzione idrica e gonfiori, nonché per chi soffre di malattie reumatiche e artrite
Come avete potuto osservare la natura ci offre tanti alimenti per attraversare indenni l'autunno e arrivare preparati all'inverno, per cui riguardatevi, buon appetito e alla prossima!
Rosaria Uglietti

lunedì 4 luglio 2016

Afa e alimentazione, consigli per vivere bene /alimentazione-benessere/

Ci chiedevamo quando sarebbe arrivato e all’improvviso eccolo qui il caldo con la sua afa che ci fa sentire stanchi fin dal mattino. Vediamo insieme cosa fare per non soffrire troppo le alte temperature e allo stesso tempo per non avere una cattiva alimentazione che ci procurerebbe più caldo e ci porterebbe al sovrappeso.
Sappiamo tutti che la frutta e la verdura sono molto importanti nella nostra alimentazione, questo principio ha una valenza maggiore in estate dove il sudore ci fa perdere molti Sali minerali.
Quali alimenti scegliere per stare bene?
Albicocche, pesche e carote sono tre alimenti che non devono mancare sulla nostra tavola, ricche di vitamina c e a, aiutano il nostro organismo ad affrontare l’afa e il sole, proteggendo la pelle e gli organi interni.
Il pomodoro è anch’esso un ottimo alimento per affrontare il caldo, tuttavia, le persone che sono allergiche al nichel devono stare attente perché ne contiene e potrebbe scatenare qualche reazione allergica.
In estate il riso dovrebbe assumere il posto della pasta o comunque essere preferito a essa poiché ha caratteristiche refrigeranti che aiutano a tenere bassa la temperatura interna dell’organismo, regolandone l’omeostasi.
La carne dovrebbe essere consumata con moderazione perché contiene grassi che tendono a surriscaldare il nostro organismo, tra le pietanze da evitare, in particolare per tutte quelle persone che soffrono particolarmente il caldo, oppure hanno patologie collegate a essa, sono la carne di maiale con particolare riferimento alle salsicce.
Bere due litri di acqua durante il giorno ormai è diventato il chiodo fisso di tutti e spesso in estate pensiamo di riuscire meglio nell’intento poiché l’afa tende a disidratarci e quindi favorisce la sete, tuttavia, anche qui ci sono alcuni accorgimenti da adottare.
Bere poco e spesso prima che l’organismo avverta la sensazione di sete, poiché, quando ciò avviene, significa che il corpo è già un po’ disidratato e che i livelli di sodio nell’organismo stanno aumentando eccessivamente, bisognerebbe inoltre, bere acqua a temperatura ambiente e non fredda, perché quest'ultima rallenta il metabolismo raffreddando eccessivamente la temperatura interna, ma poiché temperatura ambiente vorrebbe dire quasi brodo, possiamo ovviare con dei succhi naturali, delle centrifughe fresche o ancora delle belle macedonie ricche di sali minerali. Buon appetito e alla prossima …



martedì 21 giugno 2016

Mi scappa la pipì ... Come e quando togliere il pannolino ...

Arriva l'estate e tutte le mamme iniziano a pensare di togliere il pannolino al proprio piccolo, vediamo insieme come fare.
Iniziamo con il dire che il controllo sfinterico (capacità di trattenere cacca e pipì) è maturo tra i due e i tre anni e ogni bambino ha la sua capacità e maturità che differisce da quella di un altro. E’ inutile quindi generalizzare su questo punto oppure affannarsi e impuntarsi intorno ai due anni, si finirebbe soltanto con lo stressare il bimbo.
Un altro punto fondamentale da prendere in considerazione, al pari di ogni cambiamento e come abbiamo visto per il biberon,
ne ho parlato qui
http://rosaria-uglietti.blogspot.it/2015/02/aiutooooo-si-e-rotta-la-tettarella.html
È importante che il bimbo non stia vivendo periodi di stress o altri cambiamenti.
Ci sono alcuni segnali che indicano che il bambino è pronto per questo passo, trovare il pannolino asciutto il mattino è il primo e più importante elemento che indica la prontezza del piccolo all'eliminazione del pannolino, significa che gli sfinteri sono maturi alla ritenzione delle urine per almeno otto ore. Un secondo elemento è osservare il pannolino durante il giorno se vi accorgete che è sempre più asciutto allora il bambino è sufficientemente pronto a compiere il passo.
Lo sviluppo del linguaggio del bambino è un aiuto importante, il fatto che il bambino sappia dire pipì e cacca e soprattutto che ne conosca la differenza, costituirà una marcia in più per questo passo.
Importante, inoltre, è sentirsi rilassati e tranquilli nei confronti del bambino, questo lo aiuterà ad avere più fiducia in se stesso e a sentirsi tranquillo senza pannolino.
Alcuni bambini particolarmente maturi chiederanno essi stessi di togliere il pannolino, ma questo non deve far sentire le altre mamme incapaci o frustrate. I bambini differiscono fra loro in tutto e questo non significa essere delle cattive madri. Ricordate la crescita è un percorso non una gara!
Accade, infatti, che alcuni bambini non siano pronti ad affrontare questo passo, magari ve lo dicono e ciò che dovete fare è ascoltarli. Parlo per esperienza personale, a volte accanto ad una scioltezza nel linguaggio e a una richiesta non corrisponde la stessa prontezza emotiva. L’importante è restare calmi e tranquilli e non forzare il bambino, il resto verrà da solo.  Può accadere, infatti, che il piccolo sia pronto a metà, in questo caso non dategli fretta, soprattutto se vi accorgete che il tempo scorre e arriva settembre, non forzatelo in vista dell’autunno, vedrete che con calma il piccolo lo toglierà quando sarà completamente pronto. Un ruolo rilevante in questo passo è il supporto dei nostri cari e degli insegnanti, questi sono importanti in questo passo, accompagneranno il piccolo in questa fase. I nostri cari non dovranno insistere qualora il piccolo non sia pronto, annoverando le loro esperienze, seppur in buona fede, gli insegnanti invece, con le loro esperienze precedenti saranno un ottimo supporto e sapranno indicarci quale strada percorrere. Un consiglio a tutte le mamme è di non sentirsi da meno rispetto alle insegnanti o provare sentimenti di gelosia, le insegnanti sono un grosso supporto e con loro dobbiamo sempre instaurare un rapporto di dialogo e fiducia.
Vediamo adesso cosa fare e cosa evitare affinché questo passaggio avvenga nella maniera più naturale possibile.
COSE DA FARE: mantenere la calma e sorridere molto, questo gli infonderà fiducia, lodarlo con parole e con gesti quali baci e abbracci tutte le volte che non riuscirà a farla nel gabinetto e si sporcherà. Far indossare cose pratiche, gonnelline alle bimbe e pantaloncini con elastico ai maschietti, da rendere più semplice la minzione. Un accorgimento potrebbe essere quello di ricordare l’orario in cui in genere il bimbo evacua, per non incorrere in incidenti e nel caso accadessero comunque, rincuorarlo e dargli fiducia. Qualora vi rendiate conto che il bimbo non è pronto lasciate stare, non fateglielo pesare e passate avanti.
COSE DA NON FARE: apparire frustrate, ansiose e irritate, chiedere continuamente se il piccolo vuol fare la pipì, mostrarsi delusi se il piccolo non riesce a farla nel gabinetto e magari pochi minuti dopo, la farà a terra. Rendersi conto se il bambino non è pronto e continuare a insistere.


Detto questo, ricordate la cosa più importante: i bambini non sono il nostro trofeo e la crescita è un percorso non una gara, accompagniamoli e viviamo con loro ogni passo, sosteniamoli e non spingiamoli, solo in questo modo avremo dei figli felici. Alla prossima!








lunedì 30 maggio 2016

Cambiamenti climatici e fibromialgia, strategie per vivere bene ...

I cambiamenti climatici di questi giorni sicuramente staranno facendo impazzire tutti, in particolare i fibromialgici. Negli ultimi tempi di questa patologia tutti ne parlano, molti ne soffrono ma nessuno dice come fare per vivere meglio. Bene, di seguito vi elencherò alcuni consigli per affrontare al meglio le bizzarrie climatiche.
Anzitutto bisogna dire che il freddo, al pari del caldo, quindi le temperature rigide o afose influiscono pesantemente sui sintomi della fibromialgia acuendoli e diminuendoli secondo la rigidità o afosità.
Che cosa possiamo fare per affrontare al meglio queste temperature?
E' importante per il fibromialgico vivere in luoghi miti, in cui non faccia eccessivamente caldo o freddo, ma poiché ciò non è possibile, vediamo insieme come fare. Sappiamo da un po' che per l'incostanza del tempo è bene vestirsi a strati, questo vale maggiormente per il fibromialgico il quale ha uno sfasamento nella percezione del caldo e del freddo. Vale quindi la buona norma del vestirsi a cipolla.
Importante è anche avere sempre il capo coperto, soprattutto in caso di vento, perché la fibromialgia è strettamente connessa ai dolori alla cervicale e al trigemino che come sappiamo sono patologie frigole (risentono del freddo). Un consiglio in più può essere quello di avere con sé un copricapo non troppo caldo, quindi va bene anche il fresco lana, o un cotone caldo. Sappiamo bene che i fibromialgici oltre a sentire più freddo degli altri, hanno anche più caldo, quindi sudano più facilmente, meglio essere cauti.
Nelle giornate invernali assolate cercate di stare al sole per qualche minuto, questo riscalderà il corpo e soprattutto rinfrancherà la mente, se potete una passeggiata a piedi potrebbe farvi molto bene. Rilassarsi è una componente fondamentale per il fibromialgico, il quale tende sempre ad essere teso e ad irrigidire il corpo. Un consiglio in più può essere fare qualche esercizio respiratorio per rilassarsi tutte le sere prima di andare a letto. Alla prossima ...


giovedì 26 maggio 2016

Alimentazione e fibromialgia, un aiuto dalla natura per vivere meglio

Molte  persone  mi chiedono cosa sia la fibromialgia e soprattutto come si curi


Vediamo insieme cosa possiamo fare per migliorare lo stato di salute.

Sappiamo tutti che una buona alimentazione aiuta l'organismo a vivere meglio, ciò è ancor più vero per il fibromialgico il quale, a causa della patologia, vede una forte riduzione del funzionamento di molti organi. Una buona alimentazione, quindi, è sicuramente il passo principale per stare bene.  Il fibromialgico sovente è affaticato da dolori diffusi e ritenzione idrica, pertanto la sana alimentazione  e il bere molto sono i principali sussidi per questa patologia. L’alimentazione sana riduce il peso e allevia i dolori, mentre il drenaggio dei liquidi supportato dal bere aiuta il filtraggio dei reni, lasciando l’organismo pulito, soprattutto, in virtù dei farmaci che si assumono. Accanto al bere molta acqua si dovrebbe ridurre l'uso del sale che sappiamo avere influenza sui reni e sul ristagno di liquidi e per le ragioni di cui sopra, quindi, dovrebbe essere drasticamente ridotto.

Mangiare cibi che aiutano l’intestino è importante poiché spesso i fibromialgici tendono a soffrire di stitichezza, la scelta del cibo che aiuti l'intestino è individuale, questo perché ci possono essere delle intolleranze personali o altre patologie per cui non esiste il cibo perfetto in assoluto, ogni individuo sceglierà in base al proprio gusto e alle proprie esigenze. Alcuni individui ad esempio utilizzando cereali integrali, i quali spesso sono prescritti per aiutare l'intestino vedono peggiorare il loro stato perché hanno una sensibilità gastrica che gli impedisce di avere questo tipo di alimentazione. A costoro potrebbe essere più proficuo l'utilizzo di frutta cotta, ad esempio le mele.

Mangiare poca carne, soprattutto poca carne rossa, è un altro indice di aiuto per la fibromialgia, questo perché la carne è ricca di grassi che appesantiscono l’organismo e gli organi di filtraggio quali reni e fegato per cui una alimentazione spostata su cereali verdura e frutta è più indicata. Favorendo i cibi più graditi e consoni alla propria persona.
Nell’insieme quindi possiamo dire che una sana alimentazione costituita da cereali, verdura e frutta e una riduzione della carne soprattutto quella rossa, accanto al bere possono essere un ottimo ausilio per la fibromialgia. Non esiste la dieta perfetta, esistono cibi che possono aiutarci, seguendo le nostre caratteristiche e il nostro gusto, trovando un ottimo aiuto nella natura e non solo nei farmaci, i quali sebbene siano fondamentali non sono l’unico supporto per questa patologia, per cui buon appetito  e alla prossima … 

martedì 26 aprile 2016

Vivere bene, consigli per una vita più serena ...

Il modo in cui ci rapportiamo alla vita costituisce la parte fondamentale del nostro stile di vita e della nostra qualità della vita, come reagiamo alle avversità, ai cambiamenti, sono tutti elementi che possono rendere la nostra vita una oasi oppure un infermo. Come possiamo fare per migliorare la nostra qualità della vita? Non ci sono bacchette magiche o pozioni, sicuramente, tuttavia, il nostro impegno può essere una forte valenza che ci permette di vivere meglio. Siamo abituati ed educati ad avere il pudore della felicità, quasi come se essere tristi sia degno di nota e essere felici no, facciamoci caso, quando siamo tristi o piangiamo tutti sono pronti ad asciugarci le la rime, ma quanto di questi atteggiamenti sono reali? Allo stesso modo in cui quando mostriamo la nostra gioia sembra che improvvisamente il deserto dilaghi. Ebbene è da qui che dobbiamo iniziare! Si avete capito proprio bene, da questo deserto che ha suscitato il vostro mostrarvi felici. Osservate le reazioni altrui, lasciate perdere le persone che provano invidia, in una sola frase, TAGLIAMO I RAMI SECCHI!
Iniziamo a circondarci di persone positive che hanno sempre la soluzione ad un problema e non quelle che hanno un problema per ogni soluzione.
Ritagliamoci qualche minuto nella giornata per amarci, per pensare a noi stessi, facendo quello che più ci piace, non importa cosa o dove, l’importante è che sia qualcosa che desideriamo. Non abbiamo bisogno di ore, anche una semplice carezza fatta a noi stessi può cambiarci la vita e il rapportarsi ad essa. Lo so magari queste parole vi strapperanno un sorriso o starete pensando come accarezzarmi, da sola? Non è un invito al piacere solitario, sebbene non ci sia nulla di male in esso, ma è l’invito a prenderci cura di noi stessi.

Spogliamoci della severità e dell’austerità che il mondo di oggi ci impone, prendiamoci meno sul serio, scrolliamoci di dosso il senso del ridicolo che ci spaventa e la vita sembrerà meno dura. 

giovedì 14 aprile 2016

Pancia piatta ... strategie per una forma fisica migliore ...

Il sole fa capolino dietro le nuvole, il pensiero della spiaggia avvolge la nostra mente e con essa qualche senso di colpa per un’alimentazione non corretta e soprattutto la famigerata prova costume. Sappiamo tutti che le diete dell’ultimo minuto non fanno altro che stressare il nostro organismo, che dopo uno sprint iniziale, si ritrova ad affrontare il quotidiano e accumula più di quel che ha perso. Vediamo cosa fare per riparare ai nostri errori e non commetterne in futuro.
La pancia piatta è il sogno di tutti indistintamente, uomini e donne combattono con il grasso che si accumula su questa parte del corpo, spesso tuttavia, è una lotta impari perché si commettono errori e non si comprende bene cosa fare. Vediamo insieme cosa fare.
L’accumulo di grasso sull’addome è risaputo che ha fatto genetici e alimentari, nella donna, complice gli ormoni questa zona del corpo è continuamente messa sotto stress, in adolescenza per le mestruazioni, in menopausa per la loro assenza, il risultato è un continuo fluttuamento che non ci permette di avere il corpo desiderato. Negli uomini oltre ad una predisposizione genetica sono complici le bevande alcoliche prima fra tutte la birra, di seguito qualche consiglio per smussare le maniglie dell’amore.
Sappiamo tutti che fare sport è il primo passo da compiere per perdere il peso in eccesso, ma spesso la vita frenetica ci impedisce di praticare con costanza uno sport, una piccola soluzione può essere quella di ritagliarsi un piccolo spazio durante la giornata per una passeggiata. Quel momento deve essere preso come un atto d’amore per se stessi, una coccola quotidiana che avrà l’obiettivo di farci tornare in forma. Uno stratagemma da adottare può essere quello di fare una passeggiata di mattino quando l’organismo si sveglia e con esso, anche il metabolismo, tuttavia, se l’idea di fare sport il mattino non ci piace, proviamo a cambiare qualche abitudine, una di queste potrebbe essere non prendere l’ascensore e ove possibile spostarsi con i mezzi pubblici.
Un altro nemico della nostra forma fisica è lo stress che accumula nel nostro organismo un ormone chiamato cortisolo, questo a livelli ottimali ci permette di affrontare al meglio la nostra vita, ma se accumulato in eccesso ci gonfia e vanifica i nostri buoni propositi e la nostra vita sana. Il cortisolo, infatti, ha la capacità di annullare gli effetti positivi di una buona alimentazione e anche dello sport. Un alleato nel combattere lo stress e il cortisolo è costituito dai carboidrati, ebbene sì, i famigerati colpevoli della nostra linea, se usati in maniera corretta possono aiutarci. Un modo per renderli alleati è quello di introdurli nella nostra dieta soprattutto di sera. Si avete letto bene si possono mangiare carboidrati la sera e quindi anche un po’ di pasta. Senza esagerare ovviamente.
I dolci sono un altro elemento nemico che anch’esso se usato con moderazione può essere meno nocivo di quel che sembra, si può mangiare una porzione di dolce il mattino a patto che poi nel resto della giornata si adottino degli accorgimenti quali ridurre la pasta e fare una passeggiata. Come vedete si può essere in forma senza eccessivi sforzi, l’unico da mettere in pratica è la buona volontà di amarsi e di ritagliarsi un piccolo spazio per pensare a se. Buona giornata e buona forma fisica a tutti.


lunedì 11 aprile 2016

La Maddalena tra ricordi ed emozioni 2


La psichiatria resterà per sempre il mio primo grande amore, l'utenza psichiatrica è quella che mi ha maggiormente emozionato nella mia vita professionale, ricordo ancora quando Mauro mi disse :- dottoressa profumi di mare ... 










Amarsi con la cellulite ...

Sappiamo benissimo che il nemico peggiore  delle donne è costituito dalla cellulite, donne di qualsiasi età e corporatura prima o poi fanno i conti con questa problematica, la quale deriva purtroppo per noi da molti fattori. Bisogna anzitutto dire che non sono qui a fare l’elogio di questa problematica, la quale per essere curata, essendo una patologia e non un inestetismo, ha bisogno della valutazione degli esperti.  Voglio, tuttavia, dare qualche consiglio a quelle donne che come me devono assumere farmaci i quali per forza di cose portano a dei rigonfiamenti. Ciò che bisogna fare nelle situazioni in cui per patologie genetiche o secondarie si assumono farmaci,  è avere uno stile di vita il più sano possibile, bisogna fare esercizio, anche se non è semplice e chi soffre di fibromialgia lo sa, ma il movimento non solo aiuta a mantenersi in forma, ma allevia anche molti dolori.
Lo stile di vita tuttavia, non comporta la vittoria assoluta, poichè i farmaci lo sappiamo bene che hanno delle conseguenze sul nostro corpo. Non dobbiamo puntare alla perfezione, altrimenti si corre il rischio di fare una corsa inutile contro il tempo, corsa che determina stanchezza e frustrazione, i quali a loro volta determinando lo stress non fanno che aumentare i livelli di cortisolo nel nostro organismo, aumentando non solo la ritenzioni idrica ma inficiando anche i nostri sforzi per stare bene. Ciò che dobbiamo fare, senza abbassare la guardia o per questo lasciarsi andare alla trascuratezza, ė essere consapevoli che il nostro obiettivo è il risultato migliore possibile per noi stesse. Non sempre è facile riuscire nei nostri intenti, alcune volte possiamo sentire la necessità di fermarci, altre volte l’entusiasmo ci pervade e sembra che nulla sia impossibile. L’importante, in ogni caso, è il nostro stato interiore, la voglia di vivere e la voglia di stare bene e quando sentiamo di non farcela, dobbiamo chiedere aiuto, a chi ci è vicino o ad un esperto del settore, perchè nella vita la cosa migliore non è avere una taglia perfetta ma fare il possibile per stare bene con se stessi. Alla prossima

mercoledì 30 marzo 2016

Sei a dieta? Cosa non dire a chi segue un percorso alimentare dimagrante ...

La primavera è arrivata e con le giornate che si allungano e che ben presto ci stimoleranno a vestirci sempre meno ecco che scatta in noi la voglia di essere in forma. Bisogna premettere anzitutto che ognuno ha un proprio corpo e non esistono misure standard da raggiungere. E’ inoltre necessario dire che la corsa al cosiddetto fisico da spiaggia è quanto di peggiore potremmo fare, niente potrebbe mettere il corpo e la mente sotto stress come la certezza di dover perdere peso. 
Ne ho parlato qui.https://strafelici.wordpress.com/2016/02/18/fame-emotiva-e-blocco-metabolico-due-facce-della-stessa-medaglia/
Detto questo, qualora qualche vostro amico o parente decida in ogni caso di adottare un regime ipocalorico o lo segue da un po', noi che gli stiamo intorno dobbiamo stare attenti a come ci rapportiamo ad essi. Il più delle volte, spinti da buoni propositi e dall'affetto che proviamo per costoro, ci spingiamo oltre e utilizziamo atteggiamenti e linguaggi non richiesti. Di seguito mostro alcuni esempi.
Come stai bene!!!!
La frase tipica di incoraggiamento che diciamo in maniera innocua ad un nostro caro che sta perdendo peso e sebbene potrebbe stupirvi, una frase del genere potrebbe sortire effetti differenti. Alcune persone che per patologie o altro necessitano di dover perdere molto peso, ogni giorno combattono con se stesse e con il timore di mollare tutto. Dire ad una di esse che sta bene potrebbe avallare l'idea di lasciar perdere il proprio obiettivo prima del tempo con conseguenze deleterie sulla salute. Non avere un peso eccessivo il più delle volte è una necessità e non soltanto una questione estetica per salvaguardare i nostri organi interni, in primis il cuore e le nostre articolazioni, nonché la colonna vertebrale.

Non mi dire che sei a dieta?
Questa è la frase che in genere utilizziamo nei confronti dei nostri cari i quali stanno seguendo un percorso e che ai nostri occhi invece stanno solo perdendo tempo. Tutti noi abbiamo un'immagine che spesso non corrisponde alla realtà, non possiamo sapere quali siano le reali motivazioni che inducono gli altri a perder peso, per cui, a meno che non si tratti di un evidente problema di altra natura, la cosa migliore sarebbe tenersi per se le proprie idee e qualora si fosse  in presenza di un evidente disturbo alimentare, di sicuro non è questo l'atteggiamento da avere.

Vuoi sapere come ho fatto io?
Spinti dall'entusiasmo che il nostro caro abbia deciso di mettersi a dieta ecco che iniziamo a dare tutta una serie di consigli su come abbiamo fatto noi e su quanto sia stato facile. Nessuno ce lo ha chiesto e quindi niente risulta di più fastidioso che un consiglio non richiesto.
Ti rimetterai in riga domani!
Consigliare a qualcuno di fare uno strappo alla propria dieta non è solo poco educato ma può essere nocivo, la persona potrebbe non solo cedere come nel caso di cui sopra, ma potrebbe anche non riuscire più ad essere fermo nei propri propositi.
Ecco queste sono solo alcune delle frasi da non dire a chi sta seguendo un regime alimentare dietetico, tuttavia, ciò che dovremmo fare in genere, nella vita di tutti i giorni e non solo nel caso in cui un nostro amico sia a dieta, è quella di pensare cosa si possa provare a sentirsi dire alcune frasi. Se tutti noi prima di proferire parola pensassimo allo stato d'animo altrui, sicuramente ci sarebbero persone più felici e meno stressate. Vi saluto e alla prossima … 

martedì 22 marzo 2016

Mi racconti la favola? Un momento magico tra genitori e figli ...


Le favole da sempre hanno rivestito un ruolo fondamentale nella vita dei bambini. Chi non ricorda le sere trascorse a sentire la propria mamma oppure il proprio papà che legge o inventa una favola?




Qual è l'importanza di questo momento?

Le favole aiutano i bambini a gestire le proprie emozioni, tramite queste, infatti, i nostri piccoli imparano a comprendere meglio ciò che provano e soprattutto, immedesimandosi nei personaggi e nelle loro vicende, imparano a non sentirsi sopraffatti da ciò che provano. Un altro elemento fondamentale delle favole è il momento magico e la condivisione che i nostri piccoli esperiscono con i genitori, questi sono istanti importanti per la crescita, attimi speciali e unici che i nostri bimbi non dimenticheranno. Attraverso questi il bambino acquisisce più sicurezza in se stesso, perché sente, di essere importante per i propri genitori e perché, sa che i suoi genitori ci sono per lui. Questi momenti quindi aiutano la crescita dei nostri piccoli perché gli insegnano a esperire le emozioni e al contempo ad acquisire fiducia in se stessi. La gestione delle emozioni inoltre, aiuta i bambini a cavarsela anche da adulti, alimentando l’intelligenza emotiva e quindi la capacità di attraversare le situazioni più complesse del crescere, senza che queste siano affannose. Altri elementi di spicco nell’ascolto delle favole sono lo sviluppo della fantasia e la capacità di osservare la realtà da più punti di vista, tali esperienze permettono al bambino di saper stare da solo, di utilizzare la fantasia nei giochi e di saper giocare da solo, annullando la frustrazione che potrebbe avvertire quando è ammalato e quindi gli amichetti non possono giocare con lui. Le favole rilassano i bambini e conciliano il sonno, difatti, queste da sempre sono utilizzate dagli adulti prima di accompagnare i propri piccoli a nanna. I genitori che lavorano possono usare le favole come momento speciale per dire ai propri figli quanto questi siano importanti e soprattutto per dare loro un punto di riferimento nella giornata. I più piccoli, in particolar modo, che hanno bisogno di routine e di costanza attraverso questi momenti possono meglio adattarsi all’assenza dei genitori, i più grandi possono rifocillare la propria autostima e nell’insieme si può dare un’infanzia indimenticabile ai propri piccoli. Molte volte ci chiediamo cosa regalare ai nostri figli per il compleanno, quale gioco possa stupirli, i bambini, di tutte le età richiedono la nostra presenza che non è fatta di un numero specifico di ore, ma di momenti speciali e specifici che li accompagnino nel loro cammino.  Io vi saluto e buone favole a tutti. Alla prossima. 

domenica 14 febbraio 2016

Fame emotiva e blocco metabolico, due facce della stessa medaglia ...

Mangio sano e non dimagrisco! Quante persone si rivedranno in quest’affermazione. Chiediamoci il perché
Il sovrappeso è spesso l’effetto di un disagio interiore dovuto alla necessità di affrontare lo stress della vita.
Negli ultimi tempi, infatti, è stato dimostrato che l’ipotalamo, la ghiandola responsabile del nostro peso, tende a incamerare grasso di difesa nei confronti di stati d’animo negativi, questi possono essere l’ansia, la rabbia, la depressione, la delusione, i lutti e soprattutto la paura.
Che cosa accade in questi frangenti? L’ipotalamo entra in allarme determinando un aumento del peso e un consequenziale blocco metabolico. Quali possono essere i rimedi?
Il primo rimedio sicuramente è NON METTERSI A DIETA! Si avete letto bene, lo stress legato alla consapevolezza di dover perdere peso non farebbe altro che bloccare ulteriormente l’ipotalamo.
La conseguenza di ciò sarebbe un esponenziale aumento del peso e una conseguente fame emotiva che indurrebbe un circolo vizioso dal quale è difficile uscirne.
La seconda strada da intraprendere è quella di instaurare un buon rapporto con se stessi, questa strada è di sicuro la più lunga e tortuosa, bisogna incontrare i propri disagi e le proprie paure, attraversare le proprie stanze buie e interagire con esse, tuttavia, sono queste le possibili strade per riattivare il nostro equilibrio emotivo. Non è semplice ma sicuramente è ciò che dobbiamo fare, dobbiamo parlare con chi ci vive accanto dei nostri sentimenti e delle nostre paure e dobbiamo rivolgerci a un professionista che possa darci gli strumenti per iniziare questo viaggio dentro di noi. E’ complicato, sovente verrà voglia di abbandonare tutto, ma con il trascorrere del tempo si potrà comprendere che quegli aspetti di noi che temiamo e quelle paure che si nascondono nel nostro animo possono diventare degli strumenti per vivere serenamente. Buon viaggio e alla prossima …


giovedì 11 febbraio 2016

mangiare bene per vivere meglio ... l'importanza di una sana alimentazione ...

Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di sana alimentazione e di un buon stile di vita.
Cosa s’intende dire?
Per sana alimentazione facciamo riferimento a un piano alimentare in cui i cibi introdotti, oltre ad essere di buona qualità, non superano il nostro fabbisogno giornaliero di energia. Osserviamo sempre più spesso, sin dalla tenera età, persone in sovrappeso.
Perché accade questo?
Come dicevo in precedenza, evidentemente, nella nostra alimentazione commettiamo l'errore di eccedere nelle dosi. Tutto questo porta a un appesantimento nell'organismo che con il tempo si trasforma non solo in aumento di peso ma anche in uno stato emotivo depresso. Ciò non vuol dire che tutte le persone che sono in sovrappeso debbano essere necessariamente depresse, ma che esiste una stretta connessione tra una buona alimentazione, un giusto peso e un umore sereno. Un secondo elemento da tenere in considerazione è il nostro stato d'animo, spesso, dietro al desiderio di cibo si nasconde un malessere interiore. Dell'immagine corporea ne ho parlato qui
http://rosaria-uglietti.blogspot.it/2012/01/limmagine-corporea.html
Che cosa possiamo fare per stare bene?
Anzitutto bisogna conoscere il proprio corpo e il fabbisogno energetico di cui necessita e questo può dircelo esclusivamente un esame denominato impedenzometria attraverso cui lo specialista che lo esegue, in questo caso un nutrizionista oppure un dietologo, riesce a stabilire la quantità di energia e quindi di cibo di cui abbiamo bisogno. Avere una corretta alimentazione favorisce non solo il nostro umore ma anche le nostre capacità mentali, poiché esiste un livello ottimale di nutrienti che permette al nostro cervello di funzionare al meglio. Il secondo passo, nel caso in cui non si riesca ad avere un corretto equilibrio tra il cibo di cui necessitiamo e quello che introduciamo, dobbiamo rivolgerci a uno specialista del settore, in questo caso uno psicologo o uno psicoterapeuta che abbiano una formazione specifica sull'alimentazione e tutto ciò che la concerne. Capita, infatti, che dietro un cattivo equilibrio si nascondano problematiche di carattere emotivo, queste possono essere lo stress, gli stati d'ansia o ancora una cattiva percezione di se stessi. Una buona alimentazione e uno stato d'animo sereno sono quindi gli elementi per stare bene ... Alla prossima ...




domenica 17 gennaio 2016

Ridere di depressione ... Piccoli consigli per chi la vive e per chi gli è accanto ...

Siamo abituati a sentir parlare di depressione sempre in toni seri ed ossequiosi, acuendo ancora di più il velo di tristezza che permea questa patologia.
Della depressione ne ho  parlato qui:
http://rosaria-uglietti.blogspot.it/2011/09/la-depressione-e-i-suoi-perche.html
Oggi voglio dirvi cosa fare per incontrarla e superarla. Il primo passo da compiere di cui sono fermamente convinta e di cui tutte le patologie necessitano è la comunicazione, dire agli altri ciò che si prova. La condivisione è un punto fondamentale per tutte le patologie, sentirsi liberi di dire ciò che si prova, procura da se un momento di sollievo.
Il secondo passo è rivolgersi a un professionista del settore che dopo un’attenta anamnesi deciderà sul da farsi. Ricordiamo anzitutto, che la depressione non necessariamente abbisogna di farmaci, questi ultimi, prescritti con molta cautela, devono essere assunti solo in quei casi in cui non se ne può fare a meno, in tutti gli altri casi, un buon percorso psicoterapeutico costituisce l'arma migliore per uscire da questo stato. Ne ho parlato qui
http://rosaria-uglietti.blogspot.it/2011/10/le-cure-possibili-per-la-depressione.html
Cosa non fare? Le persone avvolte dalla depressione avvertono un gran senso di colpa che deriva dalla mancanza di forze nell'eseguire le cose, tanto meno la voglia di farle; avvertire questo sentimento è proprio ciò che non bisognerebbe fare, ma è difficile e in questo frangente importanti sono le persone che sono loro accanto. Queste ultime, in genere, seppur a fin di bene, hanno la tendenza ad incitare il depresso, ad invitarlo ad uscire, a dirgli che andrà tutto bene. Queste, in realtà, sono le uniche cose da non dire, infatti, esse non fanno altro che acuire il senso di inadeguatezza e di colpa che permea l'animo del depresso. Cosa fare allora? Importante per il depresso è sentirsi compreso, accolto e rispettato nel suo dolore e nella sua confusione, paradossalmente questo senso di avvolgimento è un grosso ausilio, ad esso ovviamente come detto in precedenza si deve accompagnare il supporto terapeutico, sia esso psicoterapico sia farmacologico, qualora la situazione lo richieda. Ci vuole molta pazienza per superare il senso di frustrazione che deriva dal sentirsi impotente nel vedere un proprio congiunto perdersi nei meandri della depressione e soprattutto se necessario chiedere un supporto esterno. Non ci sono pillole miracolose e non si guarisce da un giorno all'altro, il tempo e gli ausili terapeutici sono gli unici strumenti a disposizione, non è semplice ma si può superare. In bocca al lupo a tutti e buona vita ...

domenica 3 gennaio 2016

Sono grande ... Faccio da sola ... Piccoli consigli per bimbi sereni ...

Molte volte abbiamo sentito i nostri piccoli affermare di essere grandi e di voler fare le proprie cose da soli. La frase:- faccio da sola, è l'affermazione che i genitori non vorrebbero ascoltare in alcun modo, tuttavia, essa è l’indice del fatto che i nostri bambini stiano crescendo e chiedendo un po' d’indipendenza. Come comportarci?
La risposta a tale domanda è quella che i genitori, in particolare noi mamme, non vorremmo sentire. Lasciamoli fare! 

I bambini hanno bisogno di sperimentare, provare, sbagliare, solo in questo modo impareranno e soprattutto, solo lasciandoli sbagliare faremo in modo che da grandi siano delle persone più sicure e risolute. Lo so le mamme che staranno leggendo, penseranno:- Cosa faccio se si fa male? Chi riordinerà i disastri che combina? 

Lasciare che i figli imparino da soli, ovviamente, non vuol dire lasciarli in balia delle loro marachelle, vuol dire lasciargli lo spazio sufficiente affinché possano imparare senza farsi del male. Ci sono, tuttavia, dei piccoli accorgimenti che dobbiamo mettere in pratica, di seguito alcuni consigli.
La nostra casa deve essere arredata a misura di bambino, non ci dovrebbero essere angoli, spigoli, prese di corrente sprovviste di protezione, in tal modo il piccolo potrà essere libero di conoscere lo spazio che gli sta intorno senza che noi siamo sempre con l'ansia di un pericolo imminente.
Lasciare, quando è ancora piccolo che metta le mani nel piatto, la sperimentazione per i bambini è estremamente importante, è il loro modo di conoscere il mondo, a tal riguardo munirsi di tute che costino poco al fine di lasciargli saggiare e scegliere ciò che gli proponiamo.
Utilizzare dei piatti di plastica dura colorati, magari comprarne per tutta la famiglia, in modo che il bambino impari ad utilizzare le posate, impari a bere e a far da solo, senza sentirsi diverso e piccolo dal resto della famiglia. Quest'ultima opzione mi è sembrata la soluzione ideale anche personalmente, ho cercato qualcosa che rendesse indipendenti, ma senza pericoli e soprattutto che non facesse sentire diverso. Ho insegnato in questo modo l'autonomia e quindi a mangiare da sola e a conoscere i colori, ogni membro della famiglia, difatti, ha il suo bel piatto colorato in plastica dura. 
Lasciare che il piccolo giochi con le nostre creme, magari creandogli un piccolo beauty con i tubetti di crema finiti con i quali potrà sperimentare, fare come la mamma, ma allo stesso tempo non fare degli sprechi. Ciò può essere utile a insegnargli l'igiene personale come potrebbe essere l'uso dello spazzolino e del dentifricio.
Questi piccoli consigli e il nostro sguardo che li accompagna nella vita di tutti i giorni renderà i nostri figli più sicuri e placherà la nostra ansia. Buona crescita e alla prossima …