lunedì 13 luglio 2015

Mauro e le sue voci interne ...


Ho conosciuto Mauro quando ho iniziato a lavorare in OPG.  Su di lui  mi furono fatte tante raccomandazioni, ma la frase che più spesso mi sono sentita ripetere era :- Mauro è un caso perso.

Rinchiuso da tempo immemore, Mauro soffre di allucinazioni, è un uditore di voci. Questo lo ha portato a fare uso di qualsiasi tipo di droga pur di mettere a tacere quelle invasioni interne che lo devastano. Ogni giorno andavo da Mauro ed ogni giorno sentivo le stesse frasi, la cosa più assurda era che spesso gli stessi addetti al servizio d'ordine fingevano di andare a chiamarlo, oppure dicevano che Mauro dormiva. Ho dovuto combattere con la mentalità retrograda di un mondo costituito da divieti e punizioni. tutti i giorni, armata di pazienza e voglia di fare, mi recavo nel reparto 8 bis e tutti i giorni cercavano di respingermi, io non ho mollato. Mauro ha iniziato ad uscire dalla sua cella e a raccontarsi. I suoi racconti ovviamente erano da interpretare, ricchi di episodi fantastici e allucinazioni, ma a me non interessava interpretare, mi interessava che Mauro avesse voglia di uscire dalla sua stanza. Ho imparato che il suo ritrovo era una farmacia, che l'hanno portato in OPG in seguito ad un arresto per uso di stupefacenti e che lo hanno sedato con delle iniezioni. Queste ultime lo hanno segnato molto, infatti, mi chiedeva spesso perché gli infermieri volessero il suo sangue e soprattutto pensava che attraverso quelle iniezioni gli introducessero nel corpo delle microspie per essere seguito. Mi diceva:-dottorè loro vogliono spiarmi perciò mi prendono il sangue vero? La cosa più bella di questo racconto posso dirvi è che Mauro nel tempo non si è perso un incontro, lui che non distingueva il giorno dalla notte e che le visite in ospedale erano viaggi in Francia, il giorno in cui ho sospeso le visite per la mia gravidanza aveva sempre un pensiero per me e mi faceva portare il suo saluto dai colleghi. Posso dire con grande fierezza che Mauro per me è l'esempio che la tenacia e il considerare gli internati persone portano nel tempo a grandi risultati i quali a mio avviso, non sono la guarigione o la sospensione del farmaco, perché in alcuni casi la patologia resta, ma sono la restituzione della dignità e della voglia di vivere ... Alla prossima

Rosaria Uglietti