mercoledì 6 novembre 2013

Carcere di Procida ... Nuovi progetti o solite illusioni?


Ci siamo lasciati lo scorso anno con il decreto Ciccioli,  e ci ritroviamo ancora qui a parlare di carceri.Ho visto il carcere di Procida, una struttura ormai in disuso da tempo, ma che sembra debba ritornare a splendere ed è proprio di essa che voglio parlarvi. Inziamo dal principio ….

Un po’ di storia …
L’edificio del carcere è palazzo D’Avalos, il quale per circa duecento anni  è stato sede di uno delle  più importanti case penali  italiane, costruito tra la fine del cinquecento e gli inizi del seicento  dal cardinale Innico D’Avalos, il quale nell’intento di realizzare una difesa del territorio, decise di costruire l’omonimo palazzo la cui edificazione iniziò nel 1563. Nel 1734 Carlo III di Borbone requisì ai D’Avalos il palazzo per debiti e riuscì ad acquisirlo del tutto nel 1744 trasformandolo, insieme a tutta Procida, in uno dei “beni allodiali” della Corona. Nel 1818 fu trasformato in scuola militare per poco tempo, ma nel 1830 fu adibito a bagno penale e tale è restato fino al 1988.
Negli anni la struttura ha subito delle modifiche, i quattro livelli dell’edificio, infatti, furono suddivisi a seconda della gravità delle pene, i prigionieri politici o assassini erano ospitati ai piani bassi, i quali erano umidi e angusti. Il piano più alto era occupato da condannati al minimo, nei sotterranei invece c’erano le celle di rigore.




Ed oggi?

L’undici luglio del corrente anno l’edificio è stato trasferito dallo Stato al Comune di Procida affinché si avvii un progetto di recupero e riqualificazione dell'intero complesso che sarà riutilizzato per attività culturali e turistico-ricettive. Tale passaggio avviene grazie ad un accordo tra l’Agenzia del Demanio, dal Comune e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, ai sensi dell'art. 5 comma 5 del decreto legislativo sul federalismo demaniale. Si tratta di una procedura speciale che prevede il passaggio di proprietà di beni di grande pregio storico-artistico dallo Stato agli Enti locali, a fronte di un progetto di recupero, valorizzazione e salvaguardia.



Il sito ufficiale del Comune di Procida attraverso un comunicato afferma …

“Il Comune di Procida si impegna, pertanto, ad attuare il programma di valorizzazione attraverso interventi di restauro e riqualificazione sui beni, che saranno realizzati anche grazie al coinvolgimento di capitali privati e finanziamenti pubblici.
La firma di domani è un esempio concreto – continua la nota del Comune - di come forme di partenariato pubblico-pubblico e pubblico-privato possano avviare processi virtuosi di rifunzionalizzazione e di messa a reddito di beni pubblici, incrementandone così il valore economico e sociale. Grazie infatti all'avvio di questi progetti di recupero, spazi spesso non utilizzati tornano ad essere contenitori di nuove attività e funzioni, pienamente fruibili dai cittadini. La valorizzazione dell'Ex Carcere Nuovo e Palazzo D'Avalos si inserisce in una strategia complessiva di riqualificazione e riconversione turistica di Procida che punta ad affiancare il tradizionale turismo nautico da diporto dell'isola con nuovi flussi di turismo culturale, enogastronomico, rurale e di eco-turismo.”

Ho visto poco tempo fa la struttura e devo dire che è enorme, imponente, si affaccia sul mare e la prima cosa che ho pensato, ignara del progetto in questione era il grado di fattibilità di progetti che avrebbe potuto offrire un luogo del genere. Si affaccia sul mare, ha grandi spazi interni, una cappellina e mi chiedo perché l’abbiano ridotta ad una tale fatiscenza.


Il sindaco asserisce
“I miei concittadini sanno che questa struttura è tornata ad essere di loro proprietà, ma tanti non la conoscono e neppure immaginano le straordinarie potenzialità in termini di sviluppo che Terra Murata può regalare all’isola. Credo che soltanto guardando con i propri occhi ci si possa rendere conto dello straordinario risultato portato a casa con l’acquisizione al patrimonio comunale. In cantiere, poi, ci sono anche visite guidate per i turisti, per le quali è previsto un biglietto d’ingresso che servirà per i primi lavori di restyling dell’ex complesso carcerario. Il progetto, che è in fase di ultimazione, sarà presentato prossimamente alla stampa ed alla cittadinanza. Per Procida e la sua comunità è un evento eccezionale che apre nuove prospettive di crescita e sviluppo per la nostra isola. Un traguardo raggiunto dopo un lunghissimo lavoro per la valorizzazione del bene culturale e dell'intero territorio".


Io mi auguro che tutto questo possa accadere e che nella mia prossima visita in quei luoghi ci sia qualcosa di diverso, nel frattempo i locali della struttura sono chiusi e non ho visto cantieri.                             

Vi saluto e alla prossima …


Rosaria Uglietti

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