La prima volta
che incontrai Saverio era il Natale del 2010, all'epoca lavoravo in un gruppo
appartamento nei pressi di Trentola Ducenta, lui era in licenza finale di
esperimento. La storia di Saverio è quella tipica di un internato, affetto da
un disturbo di personalità curato male si macchia di un crimine ed è qui
che inizia il suo calvario. Saverio entra per la prima volta in OPG intorno ai venticinque
anni, all'epoca era già sposato e con dei figli. Trascorso il tempo della pena
Saverio è inserito in una comunità per intraprendere un percorso di reinserimento sociale, ma quasi al termine dell'esperienza scappa e di conseguenza deve ritornare in OPG. Avrà il medesimo comportamento per almeno quattro o cinque
volte nella sua vita fino ad arrivare da noi. Saverio è un manipolatore che sa
come comportarsi per farsi apprezzare, ma la sua più grande pecca non è il suo
male, ma la sua famiglia, gente contadina con il timore che si possa
depauperare il suo capitale finge di interessarsi alla vita di Saverio, ma
nella sostanza spera che non esca mai. Tutte le volte che la famiglia di Saverio è venuta a fargli visita la prima domanda era sempre la stessa, c'è possibilità che
torni a casa? Nel periodo trascorso con noi Saverio tenne quello che si chiama
un buon comportamento, rispettoso delle regole della casa e della convivenza
con gli altri internati, il suo scopo era ritornare a casa, in quella casa dove
non era voluto. All'indifferenza familiare, tuttavia, bisogna aggiungere la
burocrazia italiana, nonché la poca professionalità dei colleghi psicologi e
psichiatri del CSM di Aversa, cui il nostro gruppo appartamento faceva
riferimento. Medici e psicologi interessati a favorire la cooperativa di turno
e il proprio tornaconto personale. Arriva giugno e la licenza di Saverio sta
per scadere, lui inizia a fare domande sulla sua libertà imminente e riceve
risposte discordanti, in appartamento si vive sempre peggio perché i
responsabili discutono fra loro e si dimenticano di operatori e internati e
Saverio decide di fuggire nuovamente, ritornerà in OPG e incontrerà l'ennesima
cooperativa interessata ai soldi che può guadagnare sulla sua pelle, scapperà
ancora e ancora un ritorno in OPG, dove in seguito all'arresto morirà. Quella di Saverio è solo una delle tante storie incontrate e delle vite lasciate in balia della burocrazia e della cattiva politica in materia di sanità mentale. Un saluto e alla prossima ...
Rosaria Uglietti
Rosaria Uglietti

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