venerdì 14 ottobre 2011

T.S.O l'ultima forma di ricovero coatto

Oggi continuiamo il nostro viaggio nella psichiatria, affrontando un argomento il cui acronimo ognuno di noi avrà ascoltato, ne avrà sentito parlare e si sarà chiesto in cosa consista esattamente, parliamo di T.S.O, Trattamento Sanitario Obbligatorio. Questo, come si evince dal termine, è un trattamento cui l’utente psichiatrico è sottoposto di là dalla sua volontà. Tale provvedimento è emanato dal sindaco il quale ha la facoltà di disporre che una persona sia sottoposta a cure psichiatriche al di fuori della sua intenzionalità. Il ricovero avviene tramite gli S.P.D.C, Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura presso i reparti di psichiatria degli ospedali generali. Il T.S.O. è inserito nella legge 180, nella sezione in cui essa fa riferimento agli “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori” ed è l’unica forma di ricovero coatto ancora possibile da quando fu emessa la riforma sanitaria in cui è inserita la suddetta legge, meglio conosciuta come Legge Basaglia, di cui ho più volte argomentato.

L’emissione di un provvedimento di T.S.O è cavillosa e specifica, il sindaco necessita di certificazioni e requisiti distinti affinché possa emanarlo. Questi sono  il ritrovarsi nella situazione in cui il soggetto è in una condizione di alterazione tale che richiede interventi terapeutici urgenti, che gli interventi siano rifiutati e infine che non si riescano ad effettuare cure extraospedaliere tempestive. Tali condizioni devono necessariamente essere presenti in contemporanea affinché sia proposto il T.S.O e la certificazione medica deve avvenire ad opera di due medici, quello di famiglia che lo emana e quello di una struttura ospedaliera pubblica, in ogni caso la legge prevede che i due medici di cui sopra non debbano necessariamente essere psichiatri. Il sindaco, una volta ricevuta la notifica ha 48 ore di tempo per provvedere, il soggetto cui è riferito il T.S.O è portato dai vigili urbani in un SPDC…
Io considero che il fatto che un T.S.O possa essere richiesto da un medico di famiglia possa essere di aiuto a quelle famiglie che hanno delle problematiche e non hanno gli strumenti per aiutare un loro congiunto. Penso, tuttavia, che essendo la materia psichiatrica cosi specifica e di pertinenza di un professionista in grado di valutare lo stato del soggetto, non possa essere convalidata da un medico generico, ma da un professionista del settore. Un ulteriore elemento cui porre l'accento è che per emanare i T.S.O siano utilizzate delle certificazioni prestampate che attestino esclusivamente la presenza delle condizioni necessarie e sufficienti per l’emanazione del provvedimento medesimo. Per quanto ciò sia uno snellimento burocratico atto a velocizzare il rientro di situazioni critiche, è pur vero che ciò potrebbe essere una superficialità atta a ledere la libertà del singolo individuo. Ricordo ancora, che l’individuo ha in teoria la facoltà di poter scegliere il luogo della sua degenza, qualora essa sia protratta nel tempo, ma che nella realtà i soggetti sono sistemati nelle strutture che hanno disponibilità numerica di ospitare il soggetto stesso.



Sul modo con cui un soggetto possa tutelarsi da un T.S.O rimando il lettore a un successivo appuntamento. Alla prossima ...

Rosaria Uglietti

Nessun commento:

Posta un commento