L’idea di questa pagina nasce dall’intento di mostrare un aspetto diverso della psicologia. So già che i lettori diranno che la mia è la solita frase che si dice quando si vuol solo pubblicizzare se stessi. L’intento è sicuramente quello di presentare me stessa e il mio operato ma appunto in una chiave diversa, l’ironia. Noi psicologi, molto spesso, siamo mal visti perché abbiamo un cattivo modo di porci agli altri, i colleghi storceranno il naso a queste mie parole, ma quante volte è accaduto di sentir parlare un collega e pensare tra noi:- Questo chi si crede di essere? Che cosa pensa che il mondo giri intorno a lui, che solo lui conosce la psicologia? I pazienti d’altra parte, percepiscono la distanza, il giudizio e soprattutto il senso di vergogna. Ciò è uno dei motivi principali per i quali le persone hanno delle resistenze nel chiedere aiuto. In tutto questo c’è da dire che spesso, tale distanza è accompagnata anche dai medici, i quali ci percepiscono come i loro cugini poveri, tanto è vero che difficilmente un medico indirizza il proprio paziente da uno psicologo, il più delle volte lo indirizza a un collega psichiatra o neurologo. Questi ultimi hanno una visione del paziente legata alla patologia e non alla persona, infatti, i medici nel chiederci come stiamo, si riferiscono al nostro organismo non alla nostra persona. La pagina tuttavia presenterà anche tutti quegli aspetti della psicologia e della psichiatria che spesso sono celati ai più, in quel caso l’ironia farà spazio alle nostre coscienze. Nel mio breve percorso lavorativo ho incontrato molte persone, dai bambini disagiati, agli individui depressi, passando per i soggetti con patologia psichiatrica, per finire con gli utenti dell’O. P. G di Aversa. O. P. G, per i non addetti è l’acronimo di Ospedale Psichiatrico Giudiziario, ciò che accomuna queste persone, di là da un malessere psicologico, è la solitudine e l’indifferenza di molti, quando mi relaziono con loro, lo faccio osservando e parlando alla loro parte sana. Ogni individuo vuole essere considerato in quanto tale e non per il disagio che prova, questo è il motivo che mi spinge a ironizzare con essi, a strappargli un sorriso e soprattutto a considerarli persone. Le persone che richiedono aiuto vogliono solo sentirsi libere di esprimersi, per tale motivo, difficilmente mi vedrete distante o con un camice serio, anche se mi stessi relazionando con un utente dell’O. P. G. Le volte in cui è stato necessario, mi sono anche recata in casa delle persone aventi bisogno, credo che l’aiuto ad una persona possa avvenire in un qualsiasi luogo o spazio, anche in un parco immersi nel verdi, a differenza di molti che ritengono necessario uno studio. Molti utenti temono lo studio per cui ritengo che i primi approcci possano avvenire anche al di fuori di esso, poi con il tempo e la fiducia, anche la persona più diffidente entrerà nella stanza che prima ritenevano il luogo in cui non avrebbero mai messo piede. Lungi dal volermi mettere in cattedra offro ai miei lettori ciò a cui tengo, con la ferma convinzione che possa essere da molti condiviso. Buon viaggio nel mondo della dottoressa Uglietti.
