Un
buon giorno a tutti quelli che passano di qui,
qualche giorno fa ho
postato sulla mia pagina di Facebook una notizia risalente allo scorso agosto,
il suicidio di un internato dell'O.P.G Filippo Saporito di Aversa; l'articolo
afferma che Gilberto era una bella persona, che aveva partecipato ai PTRI,
acronimo di Progetto Terapeutico di Reinserimento Individuale e utilizza gli
argomenti e i termini circostanziali che si ritrovano in tutti gli articoli che
parlano di O.P.G e degli internati. Peccato che queste parole si utilizzino
sempre dopo, sempre quando è troppo tardi. Tali articoli, se fossero
sovrapposti, potrebbero indurre il lettore a ritenere che si parli sempre della
stessa persona o quantomeno che non si abbia altro da dire.
Conoscevo
personalmente Gilberto, ciò che ricordo
di lui era il suo modo scansonato di parlare di se, l'allegria dei suoi racconti e l'onestà sul
suo essere. Gilberto non si è mai nascosto, forse era uno degli internati più
onesti e consapevoli sia dell'errore commesso che della voglia di uscire ...
Era in attesa di entrare in comunità, ma lo era da tempo ormai, già due estati
fa si parlava della possibilità di un percorso comunitario, tale possibilità
non era in discussione e non lo è tutt'oggi solo per lui, ma quasi per tutti
gli internati. E' la burocrazia spesso ad
indurre gli stessi internati a farla finita, perdono la fiducia nel
mondo e in ciò che li circonda, restano in attesa di un qualcosa che molto
spesso e il caso di Gilberto, che purtroppo è solo uno dei tanti, lo conferma
ancora una volta, non arriverà mai. La lunga attesa li logora
interiormente, li fa sentire presi in giro. Gilberto è stato trovato impiccato alle sbarre della sua finestra, quanta solitudine in quell'istante avrà provato, quanta rabbia e sicuramente quanto senso di vuoto. Ho scritto in precedenza che aveva sempre qualche racconto allegro durante le ore trascorse insieme, era il suo modo di essere e attraverso quei racconti trovava il modo di non sentire il peso del luogo in cui si trovava.Gli O.P.G lo sappiamo sono ancora delle prigioni, presentano sbarre, i servizi di custodia fanno il bello e il cattivo tempo e soprattutto, molti degli appartenenti ad essi ritengono di essere migliori degli internati.
Vogliamo chiederci perchè accade
ciò? Lo sappiamo in realtà, la loro
esistenza permette ai giochi di potere di fare il bello e il cattivo tempo,
permette loro di avere un po' di lustro quando necessitano di ciò e come ho
sempre affermato, per molti e anche per
le cooperative sociali, le quali sulla carta affermano di voler reinserire
nella società queste persone, gli internati non sono altro che soldi che
camminano. Vorrei che cambiasse qualcosa, provo a tenere alta l'attenzione su tali argomenti, anche se torno dopo un lungo periodo di silenzio, spesso mi sento impotente, ma conservo sempre in me la speranza di cambiare qualcosa negli occhi e nei pensieri degli altri. Nutro sempre la fiducia che nell' altro giorno dopo giorno si instauri la voglia di vedere gli utenti dell'O.P.G per quello che sono, persone come gli altri, che hanno alcuni un malessere interiore e psichico, altri la delinquenza dovuta al mondo da cui provengono, ma sono e restano sempre degli esseri umani. Vi saluto con un po' di amarezza nel cuore, con il sorriso di Gilberto che non mi lascia da alcuni giorni e con la voglia di ritornare ancora qui più forti di prima. Alla prossima ...
Rosaria Uglietti




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