Opg un mondo
ancora da scoprire …
E’ un po’ di
tempo che non vi parlo di psichiatria, legge 180 e realtà quotidiana, ritorno
con un argomento estremamente attuale, ahimè da come si evince dalle cronache
nostrane e non solo e provo, come al
solito a mostrare tutto quello che non ci è dato sapere. L’argomento in
questione riguarda la realtà italiana degli OPG, acronimo di Ospedale
Psichiatrico Giudiziario e che detta in soldoni è il manicomio criminale. In
Italia i manicomi criminali esistono dall’800, gli OPG risalgono al 1975 e dopo
la legge 180, questi costituiranno l’unica struttura nata per la diagnosi e la
cura sia degli ex degenti manicomiali sia dei nuovi utenti psichiatrici. A oggi
gli OPG in Italia sono sei e ricoprono il territorio da nord a sud, ma la loro
funzione non è chiara, poiché svolgono sia il ruolo di ospedale sia di carcere;
tale situazione ibrida si ripercuote come sempre sugli utenti e
sull'organizzazione delle strutture stesse che non hanno un ruolo ben definito
e di conseguenza un piano da attuare.
Chi popola gli
OPG?
Gli utenti degli
Ospedali Psichiatrici Giudiziari sono i
prosciolti per vizio totale di mente, gli imputati colpiti da malattia
mentale durante giudizio, gli imputati
sottoposti a perizia psichiatrica e i
condannati con vizio totale o parziale di mente. Altri possibili utenti degli
OPG sono anche gli schizofrenici, gli etilisti con deterioramento e coloro che hanno disturbi di personalità e insufficienza mentale con disturbo psicotico.
Cosa significa tutto questo, chi sono costoro?
Farò di seguito
una digressione giuridica e psichiatrica per rendere comprensibile anche al
lettore meno avvezzo all’argomento ciò che risulta ostico e ambiguo anche a noi
addetti ai lavori.
L'articolo 88 del nostro codice penale recita:
L'articolo 88 del nostro codice penale recita:
Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità , in tale stato di mente da escludere la capacità d'intendere o di volere
Cosa intendiamo
con capacità di intendere e di volere?
Articolo 85 del
codice penale:
Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato se, al momento in cui lo ha commesso non era imputabile. E' imputabile chi ha la capacità di intendere e di volere.
L'imputabilità
nel diritto penale è la condizione sufficiente ad attribuire a un soggetto
l'azione penale e a mettere in conto le conseguenze giuridiche, ad essa è
correlata la capacità del soggetto di intendere e volere nel momento in cui sta
commettendo il reato. Imputabilità e capacità di intendere e volere sono connesse
a loro volta con il concetto di responsabilità, il diritto penale ancora una
volta mi viene in soccorso.
Articolo 42:
nessuno può essere punito per un'azione od omissione preveduta dalla legge come reato, se non l'ha commessa con coscienza e volontà.
Il vizio parziale di mente è riconducibile all'articolo 89 del codice penale
chi nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da scemare gradatamente, senza escluderla, la capacità di intendere o volere, risponde del reato commesso, ma la pena è diminuita.
La perizia psichiatrica è la valutazione redatta da un consulente psichiatra il quale, nell'ambito di un processo penale, ha il compito di appurare la capacità di intendere e di volere dell'imputato, o la sua capacità di sostenere il processo, o ancora il suo stato di salute psichica. Quest'ultima è destinata a tutti quei soggetti in cui, durante un procedimento giuridico, si ritiene possano essere affetti da una psicopatologia. Qualora da questa risultino infermità psichiche il giudice ordina il ricovero in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario per un tempo non inferiore a due anni.
Articolo 222 del codice penale:
Nel caso di proscioglimento per infermità psichica, ovvero per intossicazione cronica da alcool o da sostanze stupefacenti, ovvero per sordomutismo, è sempre ordinato il ricovero dell'imputato in un ospedale psichiatrico giudiziario, per un tempo non inferiore a due anni, salvo che si tratti di contravvenzioni o di delitti colposi o di altri delitti per i quali la legge stabilisce la pena pecuniaria o la reclusione per un tempo non superiore nel massimo a due anni, nei quali casi la sentenza di proscioglimento è comunicata all'Autorità di pubblica sicurezza.
La durata minima del ricovero nell'ospedale psichiatrico giudiziario è di dieci anni, se per il fatto commesso la legge stabilisce la pena di morte o l'ergastolo, ovvero di cinque se per il fatto commesso la legge stabilisce la pena della reclusione per un anno inferiore nel minimo a dieci. Nel caso in cui la persona ricoverata in un ospedale psichiatrico giudiziario debba scontare una pena restrittiva della libertà personale, l'esecuzione di questa è differita fino a che perduri il ricovero nell'ospedale psichiatrico. Le disposizioni di questo articolo si applicano anche ai minori degli anni quattordici o maggiori dei diciotto, prosciolti per ragioni di età, quando abbiano commesso un fatto preveduto dalla legge come reato, trovandosi in alcuna delle condizioni indicate nella prima parte dell'articolo stesso. La corte costituzionale, con sentenza del 27 luglio 1982, n.139, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, nella sua parte in cui non subordinano il provvedimento di ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario dell'imputato prosciolto per infermità psichica al previo accertamento da parte del giudice della cognizione o della esecuzione della persistente pericolosità sociale derivante dalla infermità medesima al tempo dell'applicazione della misura. La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l'ergastolo.
La schizofrenia è una malattia che si manifesta con deterioramento progressivo della personalità, con tendenza a estraniarsi dalla realtà, con deliri e allucinazioni. L'etilismo altro non è che l'alcolismo e il disturbo psicotico consiste nel distacco da parte di un soggetto dalla realtà e dall'ambiente circostante. Il soggetto in questione trova difficoltà a iniziare o portare a termine una qualsiasi attività dovuta a una compromissione dell'esame della realtà. Bisogna, infine, tener conto della pericolosità sociale di un individuo, questa è la probabilità, indipendentemente dalla capacità di intendere e di volere di un soggetto, di commettere nuovamente il reato per il quale è stato perseguito. Medici, consulenti psichiatrici, agenti di polizia penitenziari, educatori, psicologi a consulenza e assistenti sociali ne costituiscono il personale lavorativo.
Sono ricoverati a oggi 1200 utenti negli OPG e non è difficile diventare un internato, basta commettere un reato, a volte anche in significante ai nostri occhi e gli internati difficilmente ritornano in libertà, questo per svariati motivi, dalle lungaggini della burocrazia alla indisponibilità delle famiglie a riprenderli in casa.
Un po' di storia
Se vogliamo capire qualcosa di tutta questa burocrazia dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, la legge 180 non riguardava gli OPG, ma in Italia c'era il pericolo di un referendum che potesse bloccare tutto, quindi per salvare Filippo e il panaro è stata fatta una gran confusione. Fu fatta una generale riforma dei servizi sanitari nel 78', furono estrapolati gli articoli della legge 180 affinché non ci fosse il referendum ma nella realtà questa non fu mai posta in essere. In parlamento inoltre c'era una legge che avrebbe permesso la confluenza degli OPG nel sistema sanitario e non in quello penitenziario del Ministero di Grazia e Giustizia, usufruendo dei benefici della legge 180, ma nella pratica nulla è stato posto in essere, gli OPG fanno capo ancora al codice Rocco, che non dimentichiamo considera la malattia mentale come un male oscuro e incurabile, figuriamoci se il malato commetteva un reato. Chi ne ha fatto e fa le spese di tutto questo macello come sempre sono gli internati, i quali erano e sono marchiati dal bollo della pericolosità sociale dell'art 203 del codice penale
è socialmente pericolosa la persona, anche se non imputabile o non punibile, la quale ha commesso taluno dei fatti previsti come reati, quando è probabile che commetta nuovi fatti preveduti dalla legge come reati.
Oggi la difficoltà è determinata dal fatto che un malato di mente che ha commesso reato è imbrigliato ancora nelle mani del Ministero di Grazia e Giustizia cui fa capo l'OPG sebbene sia stato emanato un Decreto del Presidente del Consiglio in cui si promulga
"il trasferimento delle competenze sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse e delle attrezzature e dei beni strumentali" dalla Sanità Penitenziaria al Servizio Sanitario nazionale, lasciando al Dipartimento Amministrazione Penitenziaria e alla Magistratura la competenza della sicurezza.
Di questo e della sua mancata applicazione vi parlerò nel prossimo incontro. Oggi ho la fortuna di interagire con questi utenti e posso evidenziare con molto disappunto quanto la società in cui viviamo releghi costoro a non più di un elemento di disturbo e disagio. i sono ancora degli enormi impedimenti che permettono loro il reinserimento in società, ciò che fa male di più è osservare quanto spesso l'impedimento derivi dagli addetti ai lavori che si lasciano influenzare dal giudizio e dal timore. E' ampiamente risaputo che l'utente psichiatrico apre le nostre parti oscure, sia il riflesso di quanto ognuno di noi vorrebbe celare a se stesso, tuttavia, l'auspicio è che possa esserci ben presto una ventata di buon senso che apra le nostre menti e ci permetta di ridare a tali soggetti la dignità di una vita migliore. Vi saluto anticipandovi che sto raccogliendo la storia di alcune persone che di solito non hanno voce. Alla prossima.
"il trasferimento delle competenze sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse e delle attrezzature e dei beni strumentali" dalla Sanità Penitenziaria al Servizio Sanitario nazionale, lasciando al Dipartimento Amministrazione Penitenziaria e alla Magistratura la competenza della sicurezza.
Di questo e della sua mancata applicazione vi parlerò nel prossimo incontro. Oggi ho la fortuna di interagire con questi utenti e posso evidenziare con molto disappunto quanto la società in cui viviamo releghi costoro a non più di un elemento di disturbo e disagio. i sono ancora degli enormi impedimenti che permettono loro il reinserimento in società, ciò che fa male di più è osservare quanto spesso l'impedimento derivi dagli addetti ai lavori che si lasciano influenzare dal giudizio e dal timore. E' ampiamente risaputo che l'utente psichiatrico apre le nostre parti oscure, sia il riflesso di quanto ognuno di noi vorrebbe celare a se stesso, tuttavia, l'auspicio è che possa esserci ben presto una ventata di buon senso che apra le nostre menti e ci permetta di ridare a tali soggetti la dignità di una vita migliore. Vi saluto anticipandovi che sto raccogliendo la storia di alcune persone che di solito non hanno voce. Alla prossima.


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