martedì 1 maggio 2012

Da una conversazione virtuale

Ieri ho avuto la fortuna di interagire con una lettrice della mia pagina di facebook, è sempre un piacere per me farlo, costituisce lo sprono per migliorare me stessa e la visione che hanno gli altri della mia professione. Le sue parole mi hanno rincuorato, una persona che ha avuto il coraggio di incontrare il proprio dolore. Io ne parlo spesso di quest’argomento e della nostra capacità di accettarlo e di incontrarlo, ne faccio il perno principale di tutti i miei incontri. Le persone hanno paura di soffrire, del proprio dolore e di ciò che sentono dentro, in questo modo non fanno altro che acuirlo e sedimentarlo dentro se. Tutte le volte che noi scappiamo davanti alla sofferenza, la rendiamo più forte, ma in quel momento non ce ne rendiamo conto, perché il dolore è cosi grande che ci blocca e ci rende inermi. Cresciamo sentendoci dire di dover essere forti, ma esser tali non vuol dire negare la propria emotività, le proprie tristezze o ancor peggio i propri dolori, esser forti vuol dire, a mio avviso, riuscire a vivere con la consapevolezza che nella vita non possiamo gestire gli eventi, o prevenire le sofferenze, ma possiamo imparare ad attraversarle e a renderle una parte del nostro cammino. Imparando ciò, capiremo che siamo in grado di affrontare la vita con uno strumento in più e con una consapevolezza tale da rendere meno faticoso il nostro percorso di vita. Molte volte, al versante opposto, sento dire che bisogna sempre ridere, anche in questo caso non condivido tale visione, perché ridere quando si è tristi, ancora una volta vuol dire fuggire e anche in quel caso si rende la sofferenza più forte, perché non è esperita in tutta sua pienezza. Credo che l’unica cosa davvero saggia che potremmo fare è accettare la nostra umanità, imparare a non allontanare i dolori o le emozioni che ci recano disagio e soprattutto spogliarci delle nostre corazze, quelle servono solo a imprigionare il nostro animo. Buona giornata a tutti, alla prossima ...


Rosaria Uglietti