Questo articolo, contrariamente a quello che sarebbe lecito pensare, non nasce dall’anniversario della legge Basaglia, ma dalla visione di un film che ne ripercorre la storia e ne celebra la ricorrenza. La fiction trasmessa dalla Rai “C’era una volta la città dei matti”. Ho rivisto in quelle scene l’entusiasmo di un medico che mi ha ricordato la stessa gioia di prendermi cura degli altri che han fatto si che io studiassi psicologia. In quella figura ho intravisto un mio docente che ancora oggi, sebbene siano trascorsi degli anni dall’attuazione della legge, combatte affinché la malattia mentale sia vista come un’ altra possibilità di essere un uomo.
La legge 180, “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”, del 13 maggio 1978, meglio conosciuta come legge Basaglia impone la chiusura dei manicomi e regolamenta il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi d’igiene mentale pubblici. Questa, in seguito, confluisce nella legge 833/78 del 23 dicembre 1978, che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale.
Da cosa nasce la legge Basaglia?
Nasce da una nuova concezione della malattia mentale non più vista come un’invasione dello spirito umano, il malato mentale non appare più come un reietto da rinchiudere, ma una persona da aiutare. La situazione storica e la concezione della malattia mentale mostrano i manicomi come luoghi in cui rinchiudere i malati di mente ai quali si applicano terapie farmacologiche pesanti e invasive, nonché la terapia elettroconvulsiva che in realtà ancora oggi in alcuni luoghi è utilizzata.
Qual è lo scopo della legge Basaglia?
Lo scopo è il cambiamento di prospettiva con cui osservare il malato di mente, passando da una concezione medica a una più umana, riconoscendogli il diritto di una vita di qualità e riservandogli la possibilità di esser seguito dai servizi territoriali. Si riconosce in questo modo una dignità al malato mentale.
La malattia mentale ha sempre spaventato l’uomo, tutto ciò che è sconosciuto, diverso ci impaurisce, per cui il malato mentale da sempre è visto come un disadattato da tenere lontano dalla società. Di qui la nascita dei manicomi, strutture in cui al malato mentale sono inflitte le peggiori torture psichiche e fisiche quali la mancanza dei diritti, l’elettroshock forzato e la confisca di tutti i beni.
La legge 180 demanda alle regioni il compito di attuare la trasformazione degli istituti cioè dei vecchi manicomi in strutture ambulatoriali territoriali e ciò ovviamente ha prodotto risultati diversi in territori diversi. Nella realtà è solo con il “Progetto Obiettivo” del 1994 in cui si sancisce la tutela della salute mentale che c’è stata la chiusura reale di tutti i manicomi in Italia.
La legge 180 costa di 11 articoli, per un approfondimento della stessa clicca qui
http://ugliettipsicologa.blogspot.it/2015/07/legge-180-gli-articoli.html
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La legge Basaglia aveva propositi di cambiamento culturale nonché medico della malattia mentale. Ad oggi un percorso è iniziato, il malato mentale ha una sua dignità d’essere, tuttavia osservando un po’ più nel profondo le varie realtà della nostra penisola, ci rendiamo conto di quanto ancora bisogna fare affinché questo progetto possa essere attuato nella sua completezza. Vi saluto dandovi appuntamento alla prossima occasione in cui parlerò ancora della legge Basaglia.
Rosaria Uglietti

