venerdì 23 ottobre 2015

Ad agosto internato non ti conosco e nelle festività?

Oggi voglio dirvi un altro paradosso che si verifica in prossimità delle vacanze estive in O.P.G. Iniziamo col dire che sulla carta è stata rispettata l'ordinanza secondo cui questi fossero chiusi, in realtà le rems non ci sono, i progetti sono stati annullati e noi? Noi addetti ai lavori, ogni anno ad agosto siamo mandati in ferie forzate, perché gli addetti alla sicurezza devono farsi la vacanza. Questa piaga che si sussegue da anni non volge a termine, per cui mentre i giornali sono a caccia dello scoop migliore, nella realtà assistiamo alla solita sofferenza. Ricordo le prime ferie forzate cui fui sottoposta, già con i primi segni del caldo c'era sempre una scusa per cui gli internati non venivano a colloquio, il mal di testa, la stanchezza, in realtà erano gli addetti alla sicurezza che non avevano voglia di farsi il giro per le celle. Questa situazione è l'esempio evidente dell'incoerenza della sanità e dei poteri alti di risolvere sia la questione degli O.P.G sia del benessere dei ricoverati. Tale condizione in realtà occorre in tutti i periodi di festività, quasi come l'arrivo della notte in cui le menti volgono all'oblio, nei giorni di festa gli internati diventano più invisibili del solito. Le famiglie di chi avrebbe diritto a uscire si guardano bene dal volerli in casa, la sicurezza è presa dall'organizzazione del viaggio più bello e gli internati ciondolano tra la sedia e il letto delle loro camere. 
Vi racconterò un evento accaduto il primo Natale trascorso in O.P.G, insieme con alcuni colleghi ci venne in mente di chiedere il permesso ai direttori sanitario e penitenziario di avere un permesso per portare i nostri assistiti a pranzo, per far respirare loro l'aria natalizia. Pieni di entusiasmo e con la gioia nel cuore iniziamo a compilare tutte le richieste di dovere, all'arrivo della vigilia di Natale ci negano il permesso, ci dicono che non se la sentono di darci questa responsabilità. Attoniti e disarmati non sappiamo come dirlo ai  nostri ragazzi, i quali in realtà erano già stati avvisati. Passate le feste veniamo a sapere che il magistrato aveva accolto le nostre richieste, ma i nostri datori di lavoro, per non passare per quelli che non avevano avuto l'iniziativa, ci hanno negato il consenso.Questa la realtà degli O.P.G, una gara a chi riceve una medaglia fingendosi interessato agli internati e un’indifferenza celata dei sorrisi ingannevoli.  Che dirvi tutto cambi perché tutto resti uguale. Alla prossima … 

 Rosaria Uglietti

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