Ci siamo salutati la volta scorsa con uno sguardo alla legge Basaglia, ai suoi propositi e a quanto sia stata realmente posta in essere. Ricordo che tale legge affida alle regioni il compito di occuparsi dei malati di mente istituendo i servizi territoriali.
Nell'anno in cui la legge è stata approvata la situazione sul territorio italiano corrispondeva a tali cifre: il 18%delle provincie italiane ricorreva alle istituzioni private, il 27% inviava i propri cittadini in manicomi di altre provincie e nel 55% esisteva un ospedale psichiatrico pubblico.
Quali sono stati gli effetti immediati della legge Basaglia?
Alcune regioni hanno disposto, in maniera tempestiva, norme per l'istituzione di servizi territoriali, altre l'hanno fatto in ritardo, nella sostanza ogni regione ha legiferato da se. Ciò ha provocato una grossa differenza sul piano territoriale nella cura delle malattie mentali, nella tipologia delle strutture e nella qualità dei servizi. L'effetto più brutale è che spesso, per non dire nella totalità dei casi, la qualità dell'assistenza non fa altro che riproporre, con altro nome, la stessa logica manicomiale.
Come già detto, il Progetto Obiettivo del 1994 delinea le strutture da attivare a livello nazionale e dà l'avvio a una riorganizzazione sistemica dei servizi preposti all'assistenza psichiatrica. La legge finanziaria del 1995 dispone la definitiva chiusura degli ospedali psichiatrici entro il 31 dicembre 1996.
Per un approfondimento leggi qui
http://ugliettipsicologa.blogspot.it/2015/07/disposizioni-giuridiche-nel-progetto.html
Io stessa sono stata testimone di un paziente che a tutt'oggi ritiene di essere stato rinchiuso in un manicomio. Angelo, così chiamerò questo ragazzo, è convinto di essere stato in un manicomio, in realtà è stato ricoverato presso una struttura pubblica dell'hinterland napoletano, ma il trattamento subito non si discosta molto da quello che è stato in passato un manicomio.
Angelo soffre di un disturbo psicotico, di manie di persecuzione e ancora oggi fa uso di farmaci, l'ho conosciuto presso il centro "Il girasole" di S. Antimo,un centro in cui ragazzi come Angelo sono seguiti e narrano le loro esperienze.
Angelo racconta di essere stato legato a letto e di aver subito trattamenti forzati, gli hanno praticato la terapia elettroconvulsiva ed è stato isolato. A nulla sono valsi i miei tentativi di spiegargli che il manicomio per legge non esiste più, che i pazienti hanno dignità psicofisica e che sono soggetti aventi diritto.
Tutte le volte che Angelo mi vede, mi racconta di questa sua esperienza che lo ha profondamente segnato, vuole essere rassicurato affinché non dovrà riviverla in futuro.
Lo sguardo impaurito di Angelo e il suo tremore nel raccontarmi la sua esperienza fanno si che io sia oggi qui a raccontare la sua storia, a raccontare ancora della legge Basaglia e a raccontare di quanta strada a tutt'oggi bisogna percorrere per abbattere il muro dell'indifferenza, per dare ai pazienti anzitutto la dignità di persona e il diritto alla salute mentale.
Pensare che la legge 180 che tutti noi conosciamo come legge Basaglia risale agli anni 80, che il Progetto Obiettivo è del 1994 e rendersi conto che la realtà è un'altra dovrebbe farci riflettere. I buoni propositi di una legge, la volontà di andare incontro ai malati sono elementi in gran parte rimasti sulla carta. Con l'augurio che queste mie parole possano far riflettere e dar voce a chi non ne ha, vi saluto e ancora una volta vi dico ...
Alla prossima ...
Per un approfondimento leggi qui
http://ugliettipsicologa.blogspot.it/2015/07/disposizioni-giuridiche-nel-progetto.html
Storie di vita legate alla Legge Basaglia
Io stessa sono stata testimone di un paziente che a tutt'oggi ritiene di essere stato rinchiuso in un manicomio. Angelo, così chiamerò questo ragazzo, è convinto di essere stato in un manicomio, in realtà è stato ricoverato presso una struttura pubblica dell'hinterland napoletano, ma il trattamento subito non si discosta molto da quello che è stato in passato un manicomio.
Angelo soffre di un disturbo psicotico, di manie di persecuzione e ancora oggi fa uso di farmaci, l'ho conosciuto presso il centro "Il girasole" di S. Antimo,un centro in cui ragazzi come Angelo sono seguiti e narrano le loro esperienze.
Angelo racconta di essere stato legato a letto e di aver subito trattamenti forzati, gli hanno praticato la terapia elettroconvulsiva ed è stato isolato. A nulla sono valsi i miei tentativi di spiegargli che il manicomio per legge non esiste più, che i pazienti hanno dignità psicofisica e che sono soggetti aventi diritto.Tutte le volte che Angelo mi vede, mi racconta di questa sua esperienza che lo ha profondamente segnato, vuole essere rassicurato affinché non dovrà riviverla in futuro.
Lo sguardo impaurito di Angelo e il suo tremore nel raccontarmi la sua esperienza fanno si che io sia oggi qui a raccontare la sua storia, a raccontare ancora della legge Basaglia e a raccontare di quanta strada a tutt'oggi bisogna percorrere per abbattere il muro dell'indifferenza, per dare ai pazienti anzitutto la dignità di persona e il diritto alla salute mentale.
Pensare che la legge 180 che tutti noi conosciamo come legge Basaglia risale agli anni 80, che il Progetto Obiettivo è del 1994 e rendersi conto che la realtà è un'altra dovrebbe farci riflettere. I buoni propositi di una legge, la volontà di andare incontro ai malati sono elementi in gran parte rimasti sulla carta. Con l'augurio che queste mie parole possano far riflettere e dar voce a chi non ne ha, vi saluto e ancora una volta vi dico ...
Alla prossima ...





