La psichiatria resterà per sempre il mio primo grande amore, l'utenza psichiatrica è quella che mi ha maggiormente emozionato nella mia vita professionale, ricordo ancora quando Mauro mi disse :- dottoressa profumi di mare ...
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lunedì 11 aprile 2016
Amarsi con la cellulite ...
Sappiamo benissimo che il nemico peggiore delle donne è costituito dalla cellulite, donne di qualsiasi età e corporatura prima o poi fanno i conti con questa problematica, la quale deriva purtroppo per noi da molti fattori. Bisogna anzitutto dire che non sono qui a fare l’elogio di questa problematica, la quale per essere curata, essendo una patologia e non un inestetismo, ha bisogno della valutazione degli esperti. Voglio, tuttavia, dare qualche consiglio a quelle donne che come me devono assumere farmaci i quali per forza di cose portano a dei rigonfiamenti. Ciò che bisogna fare nelle situazioni in cui per patologie genetiche o secondarie si assumono farmaci, è avere uno stile di vita il più sano possibile, bisogna fare esercizio, anche se non è semplice e chi soffre di fibromialgia lo sa, ma il movimento non solo aiuta a mantenersi in forma, ma allevia anche molti dolori.
Ne ho parlato qui Pilates e fibromialgia, un connubio perfetto per vivere bene
Lo stile di vita tuttavia, non comporta la vittoria assoluta, poichè i farmaci lo sappiamo bene che hanno delle conseguenze sul nostro corpo. Non dobbiamo puntare alla perfezione, altrimenti si corre il rischio di fare una corsa inutile contro il tempo, corsa che determina stanchezza e frustrazione, i quali a loro volta determinando lo stress non fanno che aumentare i livelli di cortisolo nel nostro organismo, aumentando non solo la ritenzioni idrica ma inficiando anche i nostri sforzi per stare bene. Ciò che dobbiamo fare, senza abbassare la guardia o per questo lasciarsi andare alla trascuratezza, ė essere consapevoli che il nostro obiettivo è il risultato migliore possibile per noi stesse. Non sempre è facile riuscire nei nostri intenti, alcune volte possiamo sentire la necessità di fermarci, altre volte l’entusiasmo ci pervade e sembra che nulla sia impossibile. L’importante, in ogni caso, è il nostro stato interiore, la voglia di vivere e la voglia di stare bene e quando sentiamo di non farcela, dobbiamo chiedere aiuto, a chi ci è vicino o ad un esperto del settore, perchè nella vita la cosa migliore non è avere una taglia perfetta ma fare il possibile per stare bene con se stessi. Alla prossima
mercoledì 30 marzo 2016
Sei a dieta? Cosa non dire a chi segue un percorso alimentare dimagrante ...
La primavera è arrivata e con le
giornate che si allungano e che ben presto ci stimoleranno a vestirci sempre
meno ecco che scatta in noi la voglia di essere in forma. Bisogna premettere
anzitutto che ognuno ha un proprio corpo e non esistono misure standard da
raggiungere. E’ inoltre necessario dire che la corsa al cosiddetto fisico da
spiaggia è quanto di peggiore potremmo fare, niente potrebbe mettere il corpo e
la mente sotto stress come la certezza di dover perdere peso.
Ne ho parlato qui.https://strafelici.wordpress.com/2016/02/18/fame-emotiva-e-blocco-metabolico-due-facce-della-stessa-medaglia/
Ne ho parlato qui.https://strafelici.wordpress.com/2016/02/18/fame-emotiva-e-blocco-metabolico-due-facce-della-stessa-medaglia/
Detto questo, qualora qualche vostro
amico o parente decida in ogni caso di adottare un regime ipocalorico o lo
segue da un po', noi che gli stiamo intorno dobbiamo stare attenti a come ci
rapportiamo ad essi. Il più delle volte, spinti da buoni propositi e dall'affetto che proviamo per costoro, ci spingiamo oltre e utilizziamo
atteggiamenti e linguaggi non richiesti. Di seguito mostro alcuni esempi.
Come stai bene!!!!
La frase tipica di incoraggiamento
che diciamo in maniera innocua ad un nostro caro che sta perdendo peso e
sebbene potrebbe stupirvi, una frase del genere potrebbe sortire effetti
differenti. Alcune persone che per patologie o altro necessitano di dover
perdere molto peso, ogni giorno combattono con se stesse e con il timore di
mollare tutto. Dire ad una di esse che sta bene potrebbe avallare l'idea di
lasciar perdere il proprio obiettivo prima del tempo con conseguenze deleterie
sulla salute. Non avere un peso eccessivo il più delle volte è una necessità e non
soltanto una questione estetica per salvaguardare i nostri organi interni, in
primis il cuore e le nostre articolazioni, nonché la colonna vertebrale.
Non mi dire che sei a dieta?
Questa è la frase che in genere
utilizziamo nei confronti dei nostri cari i quali stanno seguendo un percorso e
che ai nostri occhi invece stanno solo perdendo tempo. Tutti noi abbiamo
un'immagine che spesso non corrisponde alla realtà, non possiamo sapere quali
siano le reali motivazioni che inducono gli altri a perder peso, per cui, a
meno che non si tratti di un evidente problema di altra natura, la cosa
migliore sarebbe tenersi per se le proprie idee e qualora si fosse in presenza di un evidente disturbo
alimentare, di sicuro non è questo l'atteggiamento da avere.
Vuoi sapere come ho fatto io?
Spinti dall'entusiasmo che il nostro
caro abbia deciso di mettersi a dieta ecco che iniziamo a dare tutta una serie
di consigli su come abbiamo fatto noi e su quanto sia stato facile. Nessuno ce
lo ha chiesto e quindi niente risulta di più fastidioso che un consiglio non
richiesto.
Ti rimetterai in riga domani!
Consigliare a qualcuno di fare uno
strappo alla propria dieta non è solo poco educato ma può essere nocivo, la
persona potrebbe non solo cedere come nel caso di cui sopra, ma potrebbe anche
non riuscire più ad essere fermo nei propri propositi.
Ecco queste sono solo alcune delle
frasi da non dire a chi sta seguendo un regime alimentare dietetico, tuttavia,
ciò che dovremmo fare in genere, nella vita di tutti i giorni e non solo nel
caso in cui un nostro amico sia a dieta, è quella di pensare cosa si possa
provare a sentirsi dire alcune frasi. Se tutti noi prima di proferire parola
pensassimo allo stato d'animo altrui, sicuramente ci sarebbero persone più felici
e meno stressate. Vi saluto e alla prossima …
martedì 22 marzo 2016
Mi racconti la favola? Un momento magico tra genitori e figli ...
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Le favole da sempre hanno rivestito
un ruolo fondamentale nella vita dei bambini. Chi non ricorda le sere trascorse
a sentire la propria mamma oppure il proprio papà che legge o inventa una
favola?
Qual è l'importanza di questo momento?
Le favole aiutano i bambini a gestire
le proprie emozioni, tramite queste, infatti, i nostri piccoli imparano a
comprendere meglio ciò che provano e soprattutto, immedesimandosi nei
personaggi e nelle loro vicende, imparano a non sentirsi sopraffatti da ciò che
provano. Un altro elemento fondamentale delle favole è il momento magico e la
condivisione che i nostri piccoli esperiscono con i genitori, questi sono istanti
importanti per la crescita, attimi speciali e unici che i nostri bimbi non
dimenticheranno. Attraverso questi il bambino acquisisce più sicurezza in se
stesso, perché sente, di essere importante per i propri genitori e perché, sa
che i suoi genitori ci sono per lui. Questi momenti quindi aiutano la crescita
dei nostri piccoli perché gli insegnano a esperire le emozioni e al contempo ad
acquisire fiducia in se stessi. La gestione delle emozioni inoltre, aiuta i
bambini a cavarsela anche da adulti, alimentando l’intelligenza emotiva e
quindi la capacità di attraversare le situazioni più complesse del crescere,
senza che queste siano affannose. Altri elementi di spicco nell’ascolto delle
favole sono lo sviluppo della fantasia e la capacità di osservare la realtà da
più punti di vista, tali esperienze permettono al bambino di saper stare da
solo, di utilizzare la fantasia nei giochi e di saper giocare da solo,
annullando la frustrazione che potrebbe avvertire quando è ammalato e quindi
gli amichetti non possono giocare con lui. Le favole rilassano i bambini e
conciliano il sonno, difatti, queste da sempre sono utilizzate dagli adulti
prima di accompagnare i propri piccoli a nanna. I genitori che lavorano possono
usare le favole come momento speciale per dire ai propri figli quanto questi
siano importanti e soprattutto per dare loro un punto di riferimento nella
giornata. I più piccoli, in particolar modo, che hanno bisogno di routine e di
costanza attraverso questi momenti possono meglio adattarsi all’assenza dei
genitori, i più grandi possono rifocillare la propria autostima e nell’insieme
si può dare un’infanzia indimenticabile ai propri piccoli. Molte volte ci
chiediamo cosa regalare ai nostri figli per il compleanno, quale gioco possa
stupirli, i bambini, di tutte le età richiedono la nostra presenza che non è
fatta di un numero specifico di ore, ma di momenti speciali e specifici che li
accompagnino nel loro cammino. Io vi
saluto e buone favole a tutti. Alla prossima.
domenica 14 febbraio 2016
Fame emotiva e blocco metabolico, due facce della stessa medaglia ...
Mangio sano e
non dimagrisco! Quante persone si rivedranno in quest’affermazione. Chiediamoci
il perché
Il sovrappeso è
spesso l’effetto di un disagio interiore dovuto alla necessità di affrontare lo
stress della vita.
Negli ultimi
tempi, infatti, è stato dimostrato che l’ipotalamo, la ghiandola responsabile
del nostro peso, tende a incamerare grasso di difesa nei confronti di stati
d’animo negativi, questi possono essere l’ansia, la rabbia, la depressione, la
delusione, i lutti e soprattutto la paura.
Che cosa accade
in questi frangenti? L’ipotalamo entra in allarme determinando un aumento del peso e un consequenziale blocco metabolico. Quali
possono essere i rimedi?
Il primo rimedio
sicuramente è NON METTERSI A DIETA!
Si avete letto bene, lo stress legato alla consapevolezza di dover perdere peso
non farebbe altro che bloccare ulteriormente l’ipotalamo.
La conseguenza di ciò
sarebbe un esponenziale aumento del peso e una conseguente fame emotiva che indurrebbe un circolo vizioso dal quale è difficile uscirne.
La seconda
strada da intraprendere è quella di instaurare un buon rapporto con se stessi,
questa strada è di sicuro la più lunga e tortuosa, bisogna incontrare i propri
disagi e le proprie paure, attraversare le proprie stanze buie e interagire con
esse, tuttavia, sono queste le possibili strade per riattivare il nostro
equilibrio emotivo. Non è semplice ma sicuramente è ciò che dobbiamo fare,
dobbiamo parlare con chi ci vive accanto dei nostri sentimenti e delle nostre
paure e dobbiamo rivolgerci a un professionista che possa darci gli strumenti
per iniziare questo viaggio dentro di noi. E’ complicato, sovente verrà voglia
di abbandonare tutto, ma con il trascorrere del tempo si potrà comprendere che
quegli aspetti di noi che temiamo e quelle paure che si nascondono nel nostro
animo possono diventare degli strumenti per vivere serenamente. Buon viaggio e
alla prossima …
giovedì 11 febbraio 2016
mangiare bene per vivere meglio ... l'importanza di una sana alimentazione ...
Negli ultimi tempi si sente
sempre più spesso parlare di sana alimentazione e di un buon stile di vita.
Cosa s’intende dire?
Per sana alimentazione facciamo
riferimento a un piano alimentare in cui i cibi introdotti, oltre ad essere di
buona qualità, non superano il nostro fabbisogno giornaliero di energia.
Osserviamo sempre più spesso, sin dalla tenera età, persone in sovrappeso.
Perché accade questo?
Come dicevo in precedenza,
evidentemente, nella nostra alimentazione commettiamo l'errore di eccedere nelle
dosi. Tutto questo porta a un appesantimento nell'organismo che con il tempo si
trasforma non solo in aumento di peso ma anche in uno stato emotivo depresso.
Ciò non vuol dire che tutte le persone che sono in sovrappeso debbano essere
necessariamente depresse, ma che esiste una stretta connessione tra una buona
alimentazione, un giusto peso e un umore sereno. Un secondo elemento da tenere
in considerazione è il nostro stato d'animo, spesso, dietro al desiderio di
cibo si nasconde un malessere interiore. Dell'immagine corporea ne ho parlato
qui
http://rosaria-uglietti.blogspot.it/2012/01/limmagine-corporea.html
Che cosa possiamo fare per stare bene?
Anzitutto bisogna conoscere il proprio corpo e
il fabbisogno energetico di cui necessita e questo può dircelo esclusivamente
un esame denominato impedenzometria attraverso cui lo specialista che lo
esegue, in questo caso un nutrizionista oppure un dietologo, riesce a stabilire
la quantità di energia e quindi di cibo di cui abbiamo bisogno. Avere una
corretta alimentazione favorisce non solo il nostro umore ma anche le nostre
capacità mentali, poiché esiste un livello ottimale di nutrienti che permette
al nostro cervello di funzionare al meglio. Il secondo passo, nel caso in cui
non si riesca ad avere un corretto equilibrio tra il cibo di cui necessitiamo e
quello che introduciamo, dobbiamo rivolgerci a uno specialista del settore, in
questo caso uno psicologo o uno psicoterapeuta che abbiano una formazione
specifica sull'alimentazione e tutto ciò che la concerne. Capita, infatti, che
dietro un cattivo equilibrio si nascondano problematiche di carattere emotivo,
queste possono essere lo stress, gli stati d'ansia o ancora una cattiva
percezione di se stessi. Una buona alimentazione e uno stato d'animo sereno
sono quindi gli elementi per stare bene ... Alla prossima ...
domenica 17 gennaio 2016
Ridere di depressione ... Piccoli consigli per chi la vive e per chi gli è accanto ...
Siamo abituati a sentir parlare
di depressione sempre in toni seri ed ossequiosi, acuendo ancora di più il velo
di tristezza che permea questa patologia.
Della depressione ne ho parlato qui:
http://rosaria-uglietti.blogspot.it/2011/09/la-depressione-e-i-suoi-perche.html
Oggi voglio dirvi cosa fare per incontrarla e superarla. Il primo passo da compiere di cui sono fermamente convinta e di cui tutte le patologie necessitano è la comunicazione, dire agli altri ciò che si prova. La condivisione è un punto fondamentale per tutte le patologie, sentirsi liberi di dire ciò che si prova, procura da se un momento di sollievo.
Della depressione ne ho parlato qui:
http://rosaria-uglietti.blogspot.it/2011/09/la-depressione-e-i-suoi-perche.html
Oggi voglio dirvi cosa fare per incontrarla e superarla. Il primo passo da compiere di cui sono fermamente convinta e di cui tutte le patologie necessitano è la comunicazione, dire agli altri ciò che si prova. La condivisione è un punto fondamentale per tutte le patologie, sentirsi liberi di dire ciò che si prova, procura da se un momento di sollievo.
http://rosaria-uglietti.blogspot.it/2011/10/le-cure-possibili-per-la-depressione.html
Cosa non fare? Le persone avvolte dalla depressione avvertono un gran senso di colpa che deriva dalla mancanza di forze nell'eseguire le cose, tanto meno la voglia di farle; avvertire questo sentimento è proprio ciò che non bisognerebbe fare, ma è difficile e in questo frangente importanti sono le persone che sono loro accanto. Queste ultime, in genere, seppur a fin di bene, hanno la tendenza ad incitare il depresso, ad invitarlo ad uscire, a dirgli che andrà tutto bene. Queste, in realtà, sono le uniche cose da non dire, infatti, esse non fanno altro che acuire il senso di inadeguatezza e di colpa che permea l'animo del depresso. Cosa fare allora? Importante per il depresso è sentirsi compreso, accolto e rispettato nel suo dolore e nella sua confusione, paradossalmente questo senso di avvolgimento è un grosso ausilio, ad esso ovviamente come detto in precedenza si deve accompagnare il supporto terapeutico, sia esso psicoterapico sia farmacologico, qualora la situazione lo richieda. Ci vuole molta pazienza per superare il senso di frustrazione che deriva dal sentirsi impotente nel vedere un proprio congiunto perdersi nei meandri della depressione e soprattutto se necessario chiedere un supporto esterno. Non ci sono pillole miracolose e non si guarisce da un giorno all'altro, il tempo e gli ausili terapeutici sono gli unici strumenti a disposizione, non è semplice ma si può superare. In bocca al lupo a tutti e buona vita ...
Cosa non fare? Le persone avvolte dalla depressione avvertono un gran senso di colpa che deriva dalla mancanza di forze nell'eseguire le cose, tanto meno la voglia di farle; avvertire questo sentimento è proprio ciò che non bisognerebbe fare, ma è difficile e in questo frangente importanti sono le persone che sono loro accanto. Queste ultime, in genere, seppur a fin di bene, hanno la tendenza ad incitare il depresso, ad invitarlo ad uscire, a dirgli che andrà tutto bene. Queste, in realtà, sono le uniche cose da non dire, infatti, esse non fanno altro che acuire il senso di inadeguatezza e di colpa che permea l'animo del depresso. Cosa fare allora? Importante per il depresso è sentirsi compreso, accolto e rispettato nel suo dolore e nella sua confusione, paradossalmente questo senso di avvolgimento è un grosso ausilio, ad esso ovviamente come detto in precedenza si deve accompagnare il supporto terapeutico, sia esso psicoterapico sia farmacologico, qualora la situazione lo richieda. Ci vuole molta pazienza per superare il senso di frustrazione che deriva dal sentirsi impotente nel vedere un proprio congiunto perdersi nei meandri della depressione e soprattutto se necessario chiedere un supporto esterno. Non ci sono pillole miracolose e non si guarisce da un giorno all'altro, il tempo e gli ausili terapeutici sono gli unici strumenti a disposizione, non è semplice ma si può superare. In bocca al lupo a tutti e buona vita ...
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