mercoledì 31 dicembre 2014

Io e Maya all'Ordine degli Psicologi, brindisi di fine anno e spunti di riflessione ...





Ciao a tutti, con un po' di ritardo rispetto all'evento, sono qui a scrivervi della giornata trascorsa all'Ordine degli Psicologi della Campania in occasione del brindisi di fine anno. Mancavo dagli eventi ufficiali dall'ultimo consiglio tenutosi qualche tempo fa, in quell'occasione tra un affanno e l'altro sono riuscita a seguire qualche scampolo dell'evento. Scriverò come sempre quella che è stata la mia esperienza in maniera poco istituzionale ... Il giorno 22 dicembre 



decido di partecipare a uno dei tanti eventi dell'Ordine degli psicologi ma stanca di dover chiedere sempre a qualcuno di poter stare con mia figlia, decido di portarla con me. Volevo portarla anche in occasione dell'ultimo consiglio, ma alla fine decisi di non farlo ritenendolo ingiusto per lei, oggi per fortuna so che potrò portarla con me in futuro, poiché sembra che si siano accorti finalmente che noi donne abbiamo qualche difficoltà a fare tutto quando abbiamo dei figli e non ci sono dei nonni che si occupano di loro facendoci da baby sitter, tanto meno possiamo permettercene una a pagamento. L'evento era programmato dalle ore 14:00 alle 20:00 e non essendo scandito da appuntamenti immancabili ed essendo un modo per conoscere colleghi e ritornare a pieno regine e in maniera ufficiale nel mondo del lavoro decido di avviarmi intorno alle 17:00 con figlia a seguito verso la sede.   



Arrivata in metropolitana e dopo aver scattato qualche foto di rito lungo il percorso, mi appresto a salire, ci sono tanti sguardi un po' straniti e tanti sorrisi beffardi nei miei confronti, molti colleghi, infatti, li vedevo sbuffare allo squillo dei cellulari e allo scoprire che fossero i figli che li cercavano.  Io, invece, ero felice che Maya fosse con me, la porto ovunque finché ne ho la possibilità, mi piace condividere con lei, sebbene sia piccola, tutto quello che mi riguarda e mi auguro che un giorno, quando sarà grande, sarà felice di ciò. Lo so mi sto discostando un po' dall'argomento, ma fondamentalmente questo evento è lo spunto per dire la mia sulle donne che lavorano ed hanno difficoltà a far quadrare vita privata e professionale, donne stanche di sentirsi dire che devono lavorare quando decidono di stare accanto ai loro figli perché devono dare una mano a far quadrare i conti. Donne che in ogni caso e qualsiasi cosa decidano sembra che sbaglino sempre. Ritornando all'evento, qualcuno si è avvicinato chiedendomi di cosa mi occupassi poiché non mi avevano mai visto bazzicare l'Ordine e forse avrebbero continuato a non notarmi se non avessi portato mia figlia, altri impegnati nei loro discorsi pseudo intellettuali riguardo alla professione. Io, un po' perché divertita a osservarli, un po' perché non conoscevo alcuno, ho fatto l'osservatore esterno di un mondo che mi appartiene ma solo a tratti. Nel corso del tempo, tra una chiacchiera sporadica e un sorriso di circostanza la presidente dell'Ordine, forse incuriosita dal mio comportamento poco professionale si avvicina e s’intrattiene a scambiare qualche chiacchiera con me ed è qui che il mio cuore s’illumina. 
 Sembra che nei prossimi eventi potrò portarmi Maya senza temere che si annoi, dal momento in cui ci saranno delle persone che si occuperanno di lei. La cosa mi rende felice, in fin dei conti i soldi che giungono nelle casse dell'Ordine son pur sempre soldi nostri, abbiamo diritto a goderne non credete? La presidente però ci tiene a precisarmi che m’invierà una mail a riguardo e alla quale dovrò rispondere, giacché il servizio di babysitteraggio loro lo pagheranno. La cosa mi ha fatto un po' sorridere e un po' mi ha infastidito, sembrava quasi che il servizio lo avrebbero pagato con i soldi provenienti dalle loro tasche e non dalle nostre. Certo qualcuno potrebbe dire che con la retta che paghiamo potrebbero esserci molti più vantaggi per noi, ma credetemi per me questa è una vera manna dal cielo, per i motivi menzionati in precedenza. Tale argomento, tra l’altro venne fuori proprio al consiglio cui partecipai di recente, parlando con la segretaria dell’Ordine, infatti, le dissi appunto dell’idea di portare con me Maya come aveva fatto uno dei nostri ministri al governo, per osservare la reazione dei colleghi essendo io un cittadino comune e non una privilegiata.


Mi chiedo se tale idea derivi dal fatto che il consiglio dell’Ordine sia composto da donne e che ci sia di conseguenza una maggiore conoscenza delle problematiche femminili nella conciliazione della propria professione con la vita di tutti i giorno. Ciò mi da lo spunto per un’altra riflessione che si collega ad un argomento che ha preso spazio nell’ultimo periodo in seguito alle grandi manovre apportate dal governo e di cui non mi occuperò, essendoci colleghi ben più preparati di me in materia. Mi riferisco alla libera professione, all’apertura di una partita iva e delle difficoltà di ogni giovane professionista di portare avanti la propria carriera. 

 Mi domando in merito, se l’Ordine fosse costituito da giovani professionisti e non da persone che hanno una carriera avviata nel pubblico, forse potremmo aspettarci una maggiore considerazioni di tutte le problematiche quotidiane cui andiamo incontro? Non lo so ma credo che la domanda sia molto lecita e chissà che un giorno non lo scopriremo. Vi saluto e vi auguro un buon anno a tutti.
Alla prossima

Rosaria Uglietti

Nessun commento:

Posta un commento