Io e Maya all'Ordine degli Psicologi, brindisi di fine anno e spunti di riflessione ...
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Ciao a
tutti, con un po' di ritardo rispetto all'evento, sono qui a scrivervi della
giornata trascorsa all'Ordine degli Psicologi della Campania in occasione del
brindisi di fine anno. Mancavo dagli eventi ufficiali dall'ultimo consiglio
tenutosi qualche tempo fa, in quell'occasione tra un affanno e l'altro sono
riuscita a seguire qualche scampolo dell'evento. Scriverò come sempre quella
che è stata la mia esperienza in maniera poco istituzionale ... Il giorno 22
dicembre
decido di partecipare a uno dei tanti eventi dell'Ordine degli psicologi
ma stanca di dover chiedere sempre a qualcuno di poter
stare con mia figlia, decido di portarla con me. Volevo portarla anche in
occasione dell'ultimo consiglio, ma alla fine decisi di non farlo ritenendolo
ingiusto per lei, oggi per fortuna so che potrò portarla con me in futuro, poiché
sembra che si siano accorti finalmente che noi donne abbiamo qualche difficoltà
a fare tutto quando abbiamo dei figli e non ci sono dei nonni che si occupano
di loro facendoci da baby sitter, tanto meno possiamo permettercene una a
pagamento. L'evento era programmato dalle ore 14:00 alle 20:00 e non essendo
scandito da appuntamenti immancabili ed essendo un modo per conoscere colleghi
e ritornare a pieno regine e in maniera ufficiale nel mondo del lavoro decido
di avviarmi intorno alle 17:00 con figlia a seguito verso la sede.
Arrivata
in metropolitana e dopo aver scattato qualche foto di rito lungo il percorso,
mi appresto a salire, ci sono tanti sguardi un po' straniti e tanti sorrisi
beffardi nei miei confronti, molti colleghi, infatti, li vedevo sbuffare allo
squillo dei cellulari e allo scoprire che fossero i figli che li cercavano. Io, invece, ero felice che Maya fosse con me,
la porto ovunque finché ne ho la possibilità, mi piace condividere con lei,
sebbene sia piccola, tutto quello che mi riguarda e mi auguro che un giorno,
quando sarà grande, sarà felice di ciò. Lo so mi sto discostando un po'
dall'argomento, ma fondamentalmente questo evento è lo spunto per dire la mia
sulle donne che lavorano ed hanno difficoltà a far quadrare vita privata e
professionale, donne stanche di sentirsi dire che devono lavorare quando
decidono di stare accanto ai loro figli perché devono dare una mano a far
quadrare i conti. Donne che in ogni caso e qualsiasi cosa decidano sembra che
sbaglino sempre. Ritornando all'evento, qualcuno si è avvicinato chiedendomi di
cosa mi occupassi poiché non mi avevano mai visto bazzicare l'Ordine e forse
avrebbero continuato a non notarmi se non avessi portato mia figlia, altri
impegnati nei loro discorsi pseudo intellettuali riguardo alla professione. Io,
un po' perché divertita a osservarli, un po' perché non conoscevo alcuno, ho
fatto l'osservatore esterno di un mondo che mi appartiene ma solo a tratti. Nel
corso del tempo, tra una chiacchiera sporadica e un sorriso di circostanza la
presidente dell'Ordine, forse incuriosita dal mio comportamento poco
professionale si avvicina e s’intrattiene a scambiare qualche chiacchiera con
me ed è qui che il mio cuore s’illumina.

Sembra
che nei prossimi eventi potrò portarmi Maya senza temere che si annoi, dal
momento in cui ci saranno delle persone che si occuperanno di lei. La cosa mi
rende felice, in fin dei conti i soldi che giungono nelle casse dell'Ordine son
pur sempre soldi nostri, abbiamo diritto a goderne non credete? La presidente
però ci tiene a precisarmi che m’invierà una mail a riguardo e alla quale dovrò
rispondere, giacché il servizio di babysitteraggio loro lo pagheranno. La cosa
mi ha fatto un po' sorridere e un po' mi ha infastidito, sembrava quasi che il
servizio lo avrebbero pagato con i soldi provenienti dalle loro tasche e non
dalle nostre. Certo qualcuno potrebbe dire che con la retta che paghiamo
potrebbero esserci molti più vantaggi per noi, ma credetemi per me questa è una
vera manna dal cielo, per i motivi menzionati in precedenza. Tale argomento,
tra l’altro venne fuori proprio al consiglio cui partecipai di recente,
parlando con la segretaria dell’Ordine, infatti, le dissi appunto dell’idea di
portare con me Maya come aveva fatto uno dei nostri ministri al governo, per
osservare la reazione dei colleghi essendo io un cittadino comune e non una privilegiata.
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Mi
chiedo se tale idea derivi dal fatto che il consiglio dell’Ordine sia composto
da donne e che ci sia di conseguenza una maggiore conoscenza delle
problematiche femminili nella conciliazione della propria professione con la
vita di tutti i giorno. Ciò mi da lo spunto per un’altra riflessione che si
collega ad un argomento che ha preso spazio nell’ultimo periodo in seguito alle
grandi manovre apportate dal governo e di cui non mi occuperò, essendoci
colleghi ben più preparati di me in materia. Mi riferisco alla libera professione,
all’apertura di una partita iva e delle difficoltà di ogni giovane
professionista di portare avanti la propria carriera.
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Mi domando
in merito, se l’Ordine fosse costituito da giovani professionisti e non da
persone che hanno una carriera avviata nel pubblico, forse potremmo aspettarci una
maggiore considerazioni di tutte le problematiche quotidiane cui andiamo
incontro? Non lo so ma credo che la domanda sia molto lecita e chissà che un
giorno non lo scopriremo. Vi saluto e vi auguro un buon anno a tutti.
Alla
prossima
Rosaria Uglietti
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