giovedì 21 novembre 2013

Marco Cavallo




Sono giorni che si sente parlare del viaggio di Marco Cavallo per l’Italia affinché siano chiusi gli O.P.G e sia superato lo stigma della malattia mentale. Io abito ad Aversa, sede di uno dei sei O.P.G distribuiti in tutto il territorio italiano, qui vi era anche un manicomio, per cui sulla carta la città dovrebbe considerare la malattia mentale come una qualsiasi forma di malattia che possa colpire un individuo ed invece, mio rammarico, mi rendo conto che gli aversani sono molto rigidi e severi nei confronti di questi individui. Oggi Marco è qui ed io sono presente con mia figlia, è una grande emozione, ma allo stesso tempo c’è un po’ di amarezza per i commenti dei passanti i quali pensano che noi non abbiamo nulla da fare e soprattutto che stiamo perdendo tempo, perché gli internati non hanno via di scampo. Si ferma una signora e mi chiede cosa è quella statua azzurra ed io le spiego cosa è, mi guarda con un po’ di amarezza e poi mi dice :- Signò pure loro tenene e problem eh … In riferimento agli ospiti dell’O.P.G.
 Inizia a piovere e mi vengono in soccorso due persone, un ospite del DSM di Trieste ed un infermiere, il quale mi dice che ha iniziato circa trentaquattro anni fa a combattere per i diritti dei malati psichici. E’ stato un collaboratore di Basaglia e a quelle parole una lacrima esce dai miei occhi perché in quel momento ho pensato a quanto fosse vere le parole di Basaglia e soprattutto a quanta strada ci resta ancora da fare. Io continuo il mio cammino e con me ora porto la mia famiglia, è difficile è faticoso ma la speranza non mi abbandona. Ciao Marco, ciao Franco vi porto nel cuore …
Rosaria Uglietti 

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