Marco Cavallo
Sono
giorni che si sente parlare del viaggio di Marco Cavallo per l’Italia affinché
siano chiusi gli O.P.G e sia superato lo stigma della malattia mentale. Io
abito ad Aversa, sede di uno dei sei O.P.G distribuiti in tutto il territorio
italiano, qui vi era anche un manicomio, per cui sulla carta la città dovrebbe
considerare la malattia mentale come una qualsiasi forma di malattia che possa
colpire un individuo ed invece, mio rammarico, mi rendo conto che gli aversani
sono molto rigidi e severi nei confronti di questi individui. Oggi
Marco è qui ed io sono presente con mia figlia, è una grande emozione, ma allo
stesso tempo c’è un po’ di amarezza per i commenti dei passanti i quali pensano
che noi non abbiamo nulla da fare e soprattutto che stiamo perdendo tempo, perché
gli internati non hanno via di scampo. Si ferma una signora e mi chiede cosa è
quella statua azzurra ed io le spiego cosa è, mi guarda con un po’ di amarezza
e poi mi dice :- Signò pure loro tenene e problem eh … In riferimento agli
ospiti dell’O.P.G.
Inizia
a piovere e mi vengono in soccorso due persone, un ospite del DSM di Trieste ed
un infermiere, il quale mi dice che ha iniziato circa trentaquattro anni fa a
combattere per i diritti dei malati psichici. E’ stato un collaboratore di
Basaglia e a quelle parole una lacrima esce dai miei occhi perché in quel
momento ho pensato a quanto fosse vere le parole di Basaglia e soprattutto a
quanta strada ci resta ancora da fare. Io continuo il mio cammino e con me ora
porto la mia famiglia, è difficile è faticoso ma la speranza non mi abbandona.
Ciao Marco, ciao Franco vi porto nel cuore …
Rosaria Uglietti
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