Ripercorro
brevemente i perché della depressione per poter con voi proseguire il discorso
da dove lo avevo lasciato la volta scorsa. La depressione deriva da vari
fattori influenti in maniera più o meno diversa sull’individuo, quali l'ereditarietà
e i fattori genetici, un lutto o in generale un evento negativo, un
licenziamento, il forte stress e infine fattori interni di tipo psicologico
come il risultato di una mancata elaborazione di vissuti emotivi profondi,
verosimilmente traumatici depositatesi nell'inconscio.
Le possibili
soluzioni
Molteplici sono
le metodiche che possiamo utilizzare nella cura della depressione,
dall’utilizzo della terapia elettroconvulsiva, alla psicoterapia, passando per
gli psicofarmaci. Questi ultimi, tuttavia, costituiscono ancora oggi la terapia
più utilizzata, il loro compito è normalizzare l'equilibrio alterato dei
neurotrasmettitori. Come detto la volta scorsa, infatti, serotonina,
noradrenalina e dopamina sono i principali neurotrasmettitori implicati nella
malattia depressiva e sembra esservi una corrispondenza accertata fra
depressione e insufficiente disponibilità di uno o più di questi tre
neurotrasmettitori.
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La terapia
elettroconvulsiva è stata utilizzata a lungo nei casi di depressione,
soprattutto nei pazienti resistenti alla terapia farmacologia, oppure in quei
casi in cui si era impossibilitati a somministrare la farmacoterapia.
L’ultimo
strumento, in termini storici e non d’importanza è la psicoterapia. Lungo è
stato il periodo in cui si è ritenuto che gli interventi psicoterapeutici
avessero una scarsa o inesistente efficacia sulla depressione. Sappiamo oggi,
perché ampiamente dimostrato, che esistono molteplici psicoterapie efficaci nel
contrastare la depressione, sebbene quella più diffusa e ritenuta efficace sia
la psicoterapia d’impostazione cognivito-comportamentale. Questa sembra essere la terapia in grado di
ottenere i migliori risultati sia nella risoluzione dei sintomi sia nel
mantenimento dei risultati.
Quest’ultimo
fattore costituisce l’elemento fondamentale che fa ritenere la terapia d’impostazione
cognitivo-comportamentale la più idonea nella risoluzione del problema
depressione.
A mio avviso,
tranne la terapia elettroconvulsiva, che ritengo invasiva e poco idonea, la
cura della depressione dovrebbe considerare in primis la psicoterapia e in
secondo luogo i farmaci. Questi ultimi, somministrati con parsimonia e solo in
casi di depressione grave, dovrebbero essere prescritti da medici con
formazione terapeutica. Affermo ciò, perché, sovente ho assistito alla
prescrizione di farmaci come di caramelle, ci sono stati anche casi di
prescrizioni telefoniche, come se le persone fossero delle macchine con
problemi standard. Viviamo in un modo, dove a ogni problema corrisponde una
pillola, ma io non ci sto e auspico la collaborazione fra professionisti affinché
si possa porre fine a ciò. Alla prossima …

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