lunedì 26 dicembre 2011

Che cos'è la follia ... dalle parole di Eugenio Borgna ...

Era davvero tanto tempo che non scrivevo su questo blog, i motivi sono tanti, stanchezza, lavoro, ma soprattutto il guardarmi intorno e non trovarmi ispirata. In questi giorni di pausa dal lavoro, in cui ho avuto modo di dedicarmi con un po' più di attenzione a ciò che mi circonda, ho ritrovato le parole che lessi un po' di tempo fa di Eugenio Borgna, psichiatra di impostazione fenomenologica.

Cos'è la follia? La follia è una parola che i linguisti definirebbero "parola valigia marmellata" perchè ci sta dentro di tutto.

Tali parole sono molto vere, non c'è termine in cui abbia ritrovato i significati più disparati, allo stesso modo i cui nella psichiatria, la branca della medicina che dovrebbe occuparsi di follia, non abbia trovato le metodologie più differenti e le posizioni più opposte.

La malattia mentale, come ho ripetuto più volte nei miei scritti, è spesso mal considerata anche dagli stessi addetti ai lavori, tuttavia, ci sono persone come Eugenio Borgna che mi incutono ammirazione e rispetto, in lui vedo ciò che vorrei trovare nel mio quotidiano, il considerare i folli anzitutto delle persone. A tal proposito, permettetemi di consigliarvi il libro di Eugenio Borgna intitolato appunto "Cos'è la follia", ci troverete una persona degna di stima che svolge il suo lavoro nella forma più nobile possibile. E' proprio vero che i migliori sono sempre i più umili e scusatemi se queste mie parole possono sembrarvi banali e scontate, ma quando nel quotidiano vi trovate in un mondo in cui i folli sono gli emarginati di sempre, leggere le parole di Borgna, beh che dirvi è emozionante ed io mi sento  come se fossi una bambina in un parco giochi. Lo stesso Borgna afferma che ciò che noi pensiamo e possiamo cogliere della follia dipende, non soltanto dai contenuti della follia stessa, ma anche ed io mi permetto di aggiungere e soprattutto, dall'atteggiamento che noi abbiamo nei confronti della follia, di là delle cause possibili, come esperienza di sofferenza, di dolore e di angoscia.

E' ormai risaputo che lavoro all'O.P.G. di Aversa, una realtà abbastanza contraddittoria, per certi versi disarmante e per altri sconvolgente. E' qui che io trovo spunto per i miei scritti di solito, da ciò che osservo nel quotidiano, a ciò che conosco dagli studi effettuati e che non riscontro nella realtà. Posso dirvi che ogni giorno è sempre diverso dal precedente, ogni giorno posso sorridere delle persone che incontro, quelle che gli altri chiamano internati, ma posso dirvi anche che spesso trovo dolore, sofferenza e soprattutto pregiudizio. Tra le persone che incontro c'è chi spesso è deriso per il suo aspetto, per i suoi deliri e ciò che fa più male è che tali atteggiamenti sono posti in essere da chi dovrebbe prendersi cura di loro, è in quegli istanti che vorrei essere circondata da persone come Eugenio Borgna ed è il motivo per il quale provo ammirazione nei suoi confronti. Ho asserito prima che la psichiatria è contarddittoria, spesso compie abusi, ma allo stesso tempo essa è rappresentata anche e per fortuna da chi ne ha compreso il pieno valore.
Gli atteggiamenti che riscontro e che vi riporto sono la testimonianza della considerazione di Borgna nei confronti della follia, sono i nostri pregiudizi, i nostri timori e i nostri dolori ad allontanarci dai folli, questi invece hanno tanto da dare, tanto da insegnare e soprattutto tanto da vivere, a loro modo certo, ma infondo chi siamo noi per decidere cosa sia giusto o sbagliato in un comportamento quando questo non lede alcuno?
Io vi saluto, vi do appuntamento alla prossima e vi lascio con le parole di Borgna, augurandomi che questo mio scritto vi abbia stimolato e soprattutto incuriosito nei confronti di questa figura in un mondo come quello della psichiatria fatto di contraddizioni, che poco si discosta dal mondo in cui viviamo e che noi ci ostiniamo a rifiutare.

La speranza ci serve per vivere, senza speranza c'è la morte, ma anche più oscuri dovremo mantenere tracce di speranza, perchè chi non ha più speranza si può salvare solo se ne intravede qualche eco e qualche immagine ... Eugenio Borgna

Alla prossima
                                                                                                                          
Rosaria Uglietti
                                                                                                                                                                                                        

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